La testimonianza del medico legale sul dna nel cordino e particolari della relazione tra la vittima e l´unico indiziato finora, Alessandra Calvia. La prossima udienza è fissata per il 2 luglio
ALGHERO - Si è svolta venerdì la nuova udienza del processo sul delitto dell'insegnante algherese Orsola Serra, uccisa nella sua casa il 23 ottobre scorso. L'unico indiziato finora è l'"amante" Alessandro Calvia.
Su di lui pesa il dna trovato nel cordino utilizzato per soffocare la donna, in particolare nella parte centrale ha fatto notare ieri in aula il medico legale Francesco Lubinu, in maniera compatibile all'uso del laccio come un cappio. I difensori di Calvia, i legali Nicola Satta e Danilo Mattana, hanno però ridimensionato la testimonianza del medico a «illazioni» sulla base della posizione del dna.
Sempre Lubinu ha sostenuto che in quei minuti la vittima avrebbe lottato contro il suo assassino per liberarsi dal filo che la stava condannando a morte. Nel corso dell'udienza sono emersi anche particolari della relazione tra la vittima e lo stesso Calvia, uniti da un solo rapporto intimo e tanti messaggi provocatori ha raccontato l'amica della Serra ai giudici della Corte d'Assise. Si dovrà attendere il 2 luglio per l'audizione degli altri testimoni.
Nella foto: Orsola Serra e Alessandro Calvia
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