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Stefano Idili
8 maggio 2005
Pinna, accordo con Esaf successo della Giunta e dei lavoratori sardi
Per l´Onorevole di Progetto Sardegna, questo ottenuto è un risultato che assicura stabilità di lavoro alle attuali maestranze degli impianti e l’applicazione del più favorevole contratto di lavoro di categoria senza oneri finanziari per la Regione

CAGLIARI - «L’accordo raggiunto tra sindacati, imprese appaltatrici e Esaf Spa dimostra ancora una volta che la giunta regionale guidata da Renato Soru e la coalizione “Sardegna Insieme” hanno come primo obiettivo la tutela e la promozione di quanti vivono e lavorano in Sardegna»: con queste parole Stefano Pinna, capogruppo di Progetto Sardegna in Consiglio Regionale, esprime la propria soddisfazione per il successo ottenuto dall’esecutivo, costruito su una «ferma difesa dei diritti dei 560 lavoratori impiegati nei servizi di conduzione degli impianti dell’ESAF». Per Pinna questo ottenuto è un risultato che assicura stabilità di lavoro alle attuali maestranze degli impianti e l’applicazione del più favorevole contratto di lavoro di categoria senza oneri finanziari per la Regione. Ed è stato ottenuto, afferma Pinna, grazie a quattro lunghi mesi di paziente mediazione dell’assessore regionale dei Lavori Pubblici Carlo Mannoni, che ha sbloccato una vertenza in cui, nelle scorse settimane, era intervenuto anche il presidente Soru in qualità di Commissario straordinario per l’emergenza idrica. «La condizione dei lavoratori e la necessità di uscire da una situazione di insopportabile precarietà che, a tutti i livelli, sta diventando il nuovo nome della occupazione anche in Sardegna (prestandosi talvolta ad un indecente balletto di percentuali), devono rimanere gli obiettivi fondamentali dell´azione politica della coalizione di centro sinistra e della sua giunta», ricorda poi l’esponente di Progetto Sardegna, che conclude: «Ridare dignità alla nostra isola significa restituire fiducia e serenità a quanti lavorano, liberarli dalla precarietà e dalla provvisorietà, garantire loro una stabilità e una certezza che rendono il lavoro e i lavoratori una risorsa per se stessi e per gli altri»
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