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S.A. 3 agosto 2012
Alimenti: la Sardegna si conferma "Ogm free"
Presentata la Relazione 2011 sul Piano nazionale di controllo degli Organismi geneticamente modificati. Un solo caso di positività limitato allo 0,1 per cento di soia, quindi al di sotto dei limiti di legge


SASSARI - Un solo caso di positività limitato allo 0,1 per cento di soia, quindi al di sotto dei limiti di legge. Anche nel 2011 la Sardegna si conferma "Ogm free" per l’assenza di organismi geneticamente modificati negli alimenti destinati al consumo umano. La notizia arriva dal Ministero della Salute, che i giorni scorsi a Roma ha presentato la Relazione 2011 sul Piano nazionale di controllo Ogm.

Nella nostra regione gli esami sono stati eseguiti dall’Istituto Zooprofilattico della Sardegna (IZS), unico ente isolano accreditato per le analisi degli Organismi geneticamente modificati. I laboratori IZS di Sassari hanno esaminato 56 campioni tra alimenti destinati all'alimentazione umana e cibi ad uso zootecnico. Sotto esame sono finiti biscotti, riso, latte di soia, cereali, succhi di frutta, snack e integratori dietetici prelevati dai Servizi veterinari delle Asl nei supermercati di tutta l’Isola, oltre ai mangimi animali raccolti tra i rivenditori, i produttori e gli allevatori della Sardegna.

«Come previsto dal Piano nazionale e da quello regionale – ha spiegato responsabile dei controlli, Bruna Vodret - abbiamo ricercato soia, mais, barbabietola e riso transgenici autorizzati dall’Unione europea per gli alimenti ad uso umano, verificando che il contenuto dei prodotti corrispondesse a quanto dichiarato. Tutti i prodotti sono risultati conformi alla legge, compreso l'unico caso di positività accertato per un preparato a base di cacao che conteneva lo 0,1 per cento di soia Ogm».

«Abbiamo aumentato i controlli rispetto al 2010 e quasi raddoppiato il numero di esami minimo richiesto dal Piano nazionale – commenta il direttore generale dell'Istituto Zooprofilattico, Antonello Usai -. In generale possiamo dire che la nostra regione è in linea con i dati rilevati sul territorio italiano, dove la presenza di Ogm negli alimenti è limitata a livello di tracce». In crescita, invece, la quantità degli ingredienti transgenici riscontrati nei mangimi animali.

Tali prodotti rispettano sostanzialmente i requisiti di etichettatura, ma è più diffusa la presenza di soia Ogm e per la prima volta nel 2011 è stata accertata la presenza di mais modificato. «La buona notizia è che nessuna di queste sostanze è stata rilevata nei mangimi per le produzioni biologiche – conclude il direttore -, un settore che ci sta molto a cuore perché presso il nostro Istituto opera un Centro nazionale di referenza per le produzioni biologiche, che rappresentano una voce importante dell'economia locale».
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