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Umberto Borlotti
12 settembre 2012
L'opinione di Umberto Borlotti
Aiuti di stato aerei, ecco che fare
E’ di questi giorni sempre più marcato l’attacco dei vettori aerei tradizionali ai c.d. vettori low-cost. Contemporaneamente sono in fase di revisione le Linee Guida in materia di Aiuti di Stat presso la U.E.. Sul tema, riprendendo anche le posizioni di Assaeroporti, vorrei focalizzare alcune riflessioni e caldeggiare alcune proposte fatte: Dal 2004 ad oggi il mercato del trasporto aereo ha sperimentato una notevole trasformazione. In questo contesto, anche gli aeroporti di piccole dimensioni generano un impatto economico e sociale importante per lo sviluppo regionale, anche in termini di connettività.
Gli aeroporti operano in regime di concorrenza. È necessario pertanto garantire il livello di parità nel mercato senza falsare la concorrenza. Un’analisi di sostenibilità economica, specie con riferimento agli aeroporti minori, non può prescindere dalla considerazione delle caratteristiche strutturali del business aeroportuale. Il potere negoziale del vettore è spesso dominante rispetto al potere di mercato del gestore aeroportuale e si esercita nella capacità del primo di richiedere l’applicazione di diritti aeroportuali e/o tariffe dell’assistenza che non sempre rispondono al principio del recupero dei costi.
Gli aeroporti regionali possono fungere da serbatoio di capacità aeroportuale. Ad ogni modo ogni creazione di capacità sia negli aeroporti ad alto che a basso volume di traffico passeggeri e merci prevede necessariamente una fase di sovraccapacità, considerati i tempi necessari per realizzare le infrastrutture e per accogliere la domanda di traffico nel lungo periodo. Pertanto per la sopravvivenza degli aeroporti regionali, tra i quali il nostro, mi auguro che le Istituzioni ottengano una revisione delle Linee Guida in materia di Aiuti di stato sui seguenti nuovi principi.
Non deve essere pregiudicata la possibilità di prevedere finanziamenti pubblici per lo sviluppo delle infrastrutture aeroportuali a salvaguardia di adeguati livelli di qualità del servizio e di sicurezza per il passeggero, anche in considerazione della crescente concorrenza generata dal trasporto ferroviario, sempre a condizione di non falsare la concorrenza tra aeroporti; Deve essere introdotta una soglia di esenzione da qualsiasi obbligo di notifica per gli scali con traffico pax inferiore a 3 mln di passeggeri; Deve considerarsi come attività “non economica” il finanziamento ai collegamenti intermodali e di accesso agli aeroporti.
Deve essere riconosciuta la legittimità di forme di finanziamento pubblico alla gestione degli aeroporti regionali situati in territori caratterizzati da carenti livelli di accessibilità e con scarsa dotazione infrastrutturale, sempre nel rispetto delle norme di trasparenza e di non-discriminazione; Non può presumersi che gli aiuti agli aeroporti siano necessariamente anche aiuti alle compagnie aeree, in considerazione del sopracitato potere negoziale della compagnia aerea, specie per aeroporti con bassi volumi di traffico; Deve riconoscersi la legittimità di quelle forme di intervento pubblico di promozione del territorio e indipendenti dalle politiche commerciali proprie del gestore aeroportuale, nel rispetto delle norme di trasparenza e di non-discriminazione senza distorsione della concorrenza tra tutti gli aeroporti.
Commenti
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9:41
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Le rassicurazioni di Gaetano Intrieri, Amministratore Delegato di Aeroitalia, intervenuto al tavolo convocato presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per il caro carburante
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7/5/2026
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