Così Alessandro Calvia in Corte d´Assise respinge l´accusa di omicidio. E punta il dito sull´ex fidanzato della vittima. «Se avessi ucciso io Orsola, sicuramente avrei usato dei guanti»
SASSARI - Io non ho ucciso Orsola Serra. Se dovessi ipotizzare un possibile assassino, penserei all'ex fidanzato. Così Alessandro Calvia, imputato con l'accusa di omicidio dell'insegnante di Alghero, trovata uccisa nel suo appartamento il 23 ottobre del 2011, risponde in Corte d'Assise all'interrogatorio del Pubblico ministero Paolo Piras. Ma l'imputato è andato oltre, fornendo una possibile ricostruzione dell'accaduto.
«È possibile che l'ex fidanzato abbia rubato una delle corde che abitualmente tengo nella moto-carrozzella con cui lavoro per uccidere Orsola», e continua: «se avessi ucciso io Orsola, sicuramente avrei usato dei guanti». Calvia poi racconta i sui movimenti del 23 ottobre, escludendo di essere stato con la vittima dopo le 17.45.
Durante le quattro ore di interrogatorio Alessandro Calvia ha ripercorso tutte le tappe della relazione con l'insegnante di Alghero, dal giorno in cui l'ha conosciuta - era il 4 novembre del 2010 dice - fino al maledetto giorno dell'omicidio. Lunedì prossimo l'udienza sarà dedicata all'interrogatorio dell'imputato da parte dell'avvocato delle parti civili, Pietro Piras, oltre al contro esame degli avvocati difensori Nicola Satta e Danilo Mattana.
Commenti