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Red 27 gennaio 2013
Teatro: A piedi nudi nel parco
Una scoppiettante commedia per M´Illumino di Prosa, la stagione 2012-13 del CeDAC. Prima tappa Carbonia, ultima nel nuovo Teatro Comunale di Sassari


SASSARI - Ritratto di coppia in un interno con l'umorismo graffiante di Neil Simon in “A piedi nudi nel parco”, brillante commedia sulle (dis)avventure pratiche e sentimentali di due sposini reduci da un'infuocata luna di miele e finalmente alle prese con la realtà quotidiana - tra vicini eccentrici e ansie e interferenze della madre di lei - in tournée nell'Isola da martedì 29 gennaio per M'Illumino di Prosa/ la stagione 2012-13 del CeDAC, nell'ambito del XXXIII Circuito Teatrale Regionale Sardo. La pièce che descrive il complicato inizio della vita matrimoniale di un giovane avvocato e della sua novella sposa tanto appassionata e “romantica” debutterà (in prima regionale) in Sardegna martedì 29 gennaio alle 21 al Teatro Centrale di Carbonia (Turno B), per approdare mercoledì 30 gennaio alle 21 al CineTeatro “Olbia” di Olbia; giovedì 31 gennaio sempre alle 21 al CineTeatro Montiggia di Palau e infine venerdì 1 e sabato 2 febbraio alle 21 sul palco del nuovo Teatro Comunale di Sassari.

Si apre il sipario sulla divertente commedia che - come il celebre e fortunato film di Gene Saks con Jane Fonda e Robert Redford - racconta la differenza tra un sogno d'amore e la vita “vera”, e la difficoltà nel trasformare l'entusiasmo del primo incontro nella routine di ogni giorno per i due giovani sposi, Corie e Paul, interpretati con intelligenza e brio da Gaia De Laurentiis e Stefano Artissunch (che firma anche la regia dell'allestimento, firmato Synergie Teatrali), costretti a fare i conti con i rispettivi caratteri e la diversità d'opinioni sulla via e sul mondo, ma anche con i materni dubbi dalla signora Ethel Banks, che ha il volto e la verve di Valeria Ciangottini e le stravaganze di Victor Velasco, l'inquilino del piano di sopra, alias Libero Sansavini.

Insomma l'inizio della convivenza per i due protagonisti non è certo tutta rose e fiori, non sempre è semplice ritrovare un'intesa tra i mille piccoli problemi e inconvenienti del quotidiano; abitare nella stessa casa, separarsi di fretta al mattino e reincontrarsi la sera, alla fine di una giornata di lavoro, non è proprio la strategia ideale, o la via più semplice per conservare la tenerezza, senza rinunciare alla passione. Il trasferimento dalla lussuosa stanza nuziale dell'Hotel Plaza all'appartamento all'ultimo piano di un palazzo del Greenwich Village senza ascensore è già di per sé “traumatico” per i due sposi, con tutta la loro inesperienza della vita, senza contare quando la poesia del sentimento si scontra con la stanchezza di una giornata di lavoro, e ci si trova a fare i conti con i rispettivi temperamenti, difetti e fragilità, abitudini e piccole manie.

L'idillio sembra destinato a spezzarsi, e la tensione arriva al culmine proprio in una cena a quattro, quando a tavola con la rispettiva madre e suocera Ethel e l'inquilino della mansarda, la miscela dei diversi temperamenti troppo o troppo poco convenzionali si fa esplosiva... La commedia mette in risalto, in una giostra di situazioni, equivoci e screzi di innamorati, interrogativi e benintenzionati consigli, differenze sociali e culturali, con la cifra leggera dell'ironia, il necessario passaggio dall'amore idealizzato e romantico al ménage domestico, tranquillo ma anche foriero di noia e insoddisfazioni, la necessità di costruire giorno per giorno un rapporto di coppia e rimettere in gioco gli ingredienti per conquistare la serenità coniugale, se non proprio la felicità. La vita è più complicata di una fiaba, e la storia che comincia dopo il classico “lieto fine” dimostra che perfino quel “…e vissero felici e contenti...” richiede un certo impegno e non è per nulla scontato: il cuore in fondo ha le sue ragioni, che la ragione non conosce... e la difficoltà è appunto nel trovare quel difficile equilibrio senza rinunciare (neppure per un attimo) all'amore.
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5/5/2026
Novanta minuti di risate, spesso amare, per raccontare “la sconfinata pochezza di un governo composto per lo più da scappati di casa”. Mercoledì 13 maggio ore 21, al Teatro Verdi di Sassari, va in scena l’irresistibile monologo del giornalista, scrittore, autore e interprete teatrale



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