La Procura della Repubblica di Sassari ha disposto, con provvedimenti a firma del dott. Roberto Saieva e della dott.ssa Roberta Pischedda, il sequestro degli automezzi militari e la denuncia di cinque persone
SASSARI - Il Nucleo di Polizia Tributaria di Sassari ha sequestrato 26 veicoli militari in dotazione all'Esercito Italiano in esecuzione di decreto di sequestro emesso dalla Procura della Repubblica di Sassari. L'attività odierna giunge a conclusione di un'articolata indagine che ha tratto spunto da informazioni acquisite sul territorio circa possibili irregolarità nelle attività di riparazione e manutenzione degli automezzi, denunciando all'Autorità Giudiziaria 5 soggetti per i reati di cui agli art. 319 e 640 comma 1, comma 2 nr. 1 Codice Penale.
In particolare, un'officina meccanica, ubicata a Castelsardo, operante in appalto per i Reparti dell'Esercito Italiano di stanza in Sardegna avrebbe svolto fittizie riparazioni sugli automezzi utilizzando pezzi di ricambio usati ovvero rettificando e riverniciando quelli già esistenti. Le prestazioni fornite, tuttavia, sarebbero state fatturate come se fossero stati utilizzati pezzi di ricambio nuovi. Gli accertamenti di natura fiscale condotti nei confronti della autofficina attraverso l'analisi delle fatture emesse a debito dell'Esercito Italiano per i lavori eseguiti, delle giacenze di magazzino e dell'elenco fornitori, hanno consentito di acquisire elementi di riscontro all'ipotesi iniziale e quantificare una truffa ai danni dello Stato che ammonta a circa 100.000 euro.
E' stata accertata la manomissione di 26 veicoli militari tipo Iveco VM 90 (fuoristrada da pattugliamento) e Acm 90 (camion per trasporto materiali), anche impiegati nelle missioni di pace in Afghanistan. La condotta fraudolenta, oltre a determinare un consistente danno economico, ha anche messo a serio repentaglio il funzionamento dei mezzi militari e, conseguentemente, l'incolumità del personale militare. La Procura della Repubblica di Sassari ha disposto, con provvedimenti a firma del dott. Roberto Saieva e della dott.ssa Roberta Pischedda, il sequestro degli automezzi militari nonché le perquisizioni domiciliari dei responsabili della grave condotta.
Le operazioni di polizia giudiziaria si sono svolte in varie località d'Italia ed hanno consentito di sottoporre a sequestro, oltre ai veicoli militari, anche euro 10.500, sette personal computer, sei unità esterne di memorizzazione, documentazione varia. Le attività sono state svolte con la massima collaborazione da parte del personale dell'Esercito Italiano interessato.
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