Dall´acqua marrone ai tubi in eternit: il Comitato della borgata algherese chiede un intervento al gestore unico del servizio, sollecitando il primo cittadino a vigilare sulla questione
ALGHERO - Proseguono i disagi a Maristella a causa del «malfunzionamento del servizio idrico». La segnalazione (non la prima) arriva dal presidente del Comitato della borgata algherese, Tonina Desogos, che ha scritto una nota indirizzata al gestore unico del servizio idrico, al sindaco Stefano Lubrano e al dirigente del settore Ecologia. I residenti lamentano il colore marrone dell'acqua che fuoriesce dai rubinetti e che ritorna di un colore decente solo dopo averla fatta scorrere per vari minuti e «con consistente spreco», nonché ad «un aumento dei consumi» e «un deterioramento dell’elettrodomestico».
La cose peggiorano durante la stagione estiva: «quando entrano in funzione le utenze alberghiere dei dintorni, si verifica una notevole diminuzione della pressione che attiva costantemente gli autoclavi, costringendo l’utente ad spese aggiuntive per energia elettrica, soprattutto se ha stipulato contratti che prevedono diversificazione dei costi per fasce orarie di erogazione» puntualizza la Desogos.
Rincari che coincidono anche con i lavori di riparazione sulle linee da parte di Abbanoa e al ritorno dell’acqua «si verifica il fenomeno dei contatori “impazziti” con l’indicatore che gira vorticosamente segnando un consumo di acqua di cui l’utente/cittadino non ha mai usufruito pur ritrovandoselo fatturato in bolletta». Infine, la preoccupazione del Comitato è per le tubazioni ancora in eternit, «materiale ormai tristemente noto per i danni cagionati alla salute». L'appello agli amministratori del gestore è di «intervenire prontamente per eliminare tutte le situazioni di pericolo, danno e disaggio per l’utenza che pagando un canone ha il sacrosanto diritto di avere in cambio un servizio efficiente ed adeguato». e quello al primo cittadino è di sollecitare tali responsabili «affinché si possa tutelare la salute degli abitanti così come previsto dal Titolo I°, art. 5 dello Statuto Comunale».
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