Il segretario generale della Federazione Italiana Lavoratori Trasporti per la provincia di Sassari Arnaldo Boeddu illustra la situazione che verrà a crearsi dall’inizio di giugno
SASSARI - «Purtroppo un’ulteriore tegola si accinge ad abbattersi nel Nord dell’Isola». Infatti, il segretario generale della “Filt Cgil” Arnaldo Boeddu ha saputo dell’ennesimo rincaro per chi, dal primo giugno, dovrà imbarcare i semirimorchi e le motrici nei porti del nord Sardegna.
Il responsabile della “Cgil Trasporti” precisa che «questa ennesima beffa, anche se sarebbe più corretto definirla una vera e propria vessazione, potrebbe essere il colpo finale nei confronti delle imprese di trasporto con conseguenti quanto immediate conseguenze sui livelli occupazionali dell’intero comparto. Infatti, quest’ulteriore aumento, creerà fortissimi problemi in tutta la filiera del trasporto, compresi quindi il settore marittimo–portuale. Ma di quanto sarà l’aumento delle tariffe e, soprattutto, da quali fattori è dovuto? L’aumento – illustra Boeddu - si aggirerà su 2,50 euro a metro lineare, un vero e proprio salasso se pensiamo che, già dal mese di ottobre 2012, fu disposto l’aumento dei diritti di transito per il traffico marittimo che, in alcuni casi fu pari a 2 euro + Iva a metro lineare nella tratta Porto Torres Genova a cui si aggiunse un ulteriore aumento datato febbraio 2013». Anche in quelle occasioni, Arnaldo Boeddu fu molto critico non solo per l’aumento in se, ma anche perché «gli aumenti non furono equilibrati in tutti i porti dell’Isola ed il porto di Porto Torres dovette subire gli aumenti maggiori. Tuttavia, se gli aumenti disposti nel mese di ottobre dello scorso anno e del febbraio di quest’anno ebbero una incidenza rilevante, quelli che entreranno in vigore dal primo del prossimo mese sono tanto insopportabili quanto insostenibili».
La motivazione data da alcuni armatori, pare sia quella degli aumenti delle tasse portuali ma, da una ricerca dello stesso segretario della Filt Cgil, questa motivazione è priva di alcun fondamento. Infatti, «non solo l’Autorità Portuale del Nord Sardegna di Olbia–Porto Torres–Golfo Aranci non ha disposto alcun aumento delle tasse portuali ma, neppure le altre Autorità Portuali della Penisola che collegano i due porti del Nord dell’Isola hanno deliberato un aumento dei diritti portuali». A tutto quanto sopra denunciato, il leader della Cgil Trasporti aggiunge che «non si tratta di aumenti di poco conto. Poiché un autotreno è lungo metri 16/17 mentre, quando si imbarca il solo semirimorchio la lunghezza è pari a metri 13,50 e considerato che l’aumento disposto da alcuni armatori sarà pari a 2,50 euro a metro lineare, si evince facilmente a quanto ammonta l’aumento di imbarco per tratta. Se a questo, aggiungiamo anche l’aumento dei costi dovuti alla interruzione della Strada Statale 131 all’altezza della Zona Industriale di Codrongianos, si comprende benissimo la situazione a dir poco drammatica che vive il settore dei trasporti che, in un solo mese ed a parità di collegamento subisce un ulteriore aumento del 10percento».
Tale situazione, sebbene inizierà ad avere i suoi effetti dal prossimo mese di giugno, ha già creato un forte allarme tra le imprese con un conseguente quanto immediato effetto domino. Infatti, «molte imprese territoriali hanno già dichiarato alle Organizzazioni Sindacali di settore di non riuscire più a stare appresso ai continui e ripetuti aumenti di tariffe di volta in volta disposti ed hanno manifestato la volontà di diminuire drasticamente la loro attività con conseguente ed immediata riduzione dei livelli occupazionali». Per tutte queste ragioni, il segretario generale della Filt Cgil Arnaldo Boeddu ritiene che «non ci sia un minuto da perdere e chiede alle Istituzioni Regionali e Territoriali un intervento immediato non solo per bloccare l’ingiusto aumento delle tariffe disposte da alcuni armatori ma anche per mettere in sicurezza il costone interessato alla frana e, senza alcun indugio, fare riaprire la Strada Statale 131».
Nella foto: Il segretario generale della Filt Cgil Arnaldo Boeddu
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