L’adattamento teatrale del testo, interamente riscritto in algherese, si ispira al romanzo di Giuliana Carboni. Appuntamenti il 7 e 9 giugno alle ore 20.30
ALGHERO - Spettacolo teatrale dei licei algheresi. Il 7 e il 9 giugno, presso l’Auditorium del Fermi, andrà in scena lo spettacolo, “Le voci di Garulé” ispirato al romanzo della scrittrice algherese Giuliana Carboni. La rappresentazione è il risultato del laboratorio teatrale che durante l’anno scolastico ha coinvolto i ragazzi dei tre licei cittadini: artistico Costantino, scientifico Fermi, classico - linguistico Manno. L’adattamento teatrale del testo, interamente riscritto in algherese è a cura delle insegnanti referenti del progetto.
La regia e la recitazione sono frutto della consolidata professionalità di Giuseppe Ligios. Le musiche sono eseguite dal vivo dagli studenti, coordinati dal dirigente scolastico Antonello Colledanchise. Garulé, anagramma della parola Alguer - antico nome di Alghero, prende vita nella rappresentazione teatrale che mette in scena le tante voci della piccola città di mare arroccata sulla costa.
La storia. La storia ha come punto d’incontro il mare, da cui provengono le voci dei commercianti, venuti a vendere le proprie merci o ad acquistare i prodotti locali: vino, materassi in crine, pesci, in particolare le aragoste, di cui la riviera del corallo vanta con orgoglio la bontà impareggiabile. C’è poi chi nel mare trova conforto, chi sente nel verso dei gabbiani una voce amica, tanto da parlare più volentieri con i dominatori del mare che con gli esseri umani. E poi, collante del racconto, c’è Garulé, la città stessa, che si fa personaggio e vive e si muove tra vicoli stretti e sempre animati dalle mille voci provenienti da finestre socchiuse, dai sottani adibiti a case abitative, dalle porte che si aprono per lasciar spazio ai lavoratori che, all’alba, si recano chi nei campi, chi al porto, chi al mercato. In un testo così organizzato non c’è spazio per un protagonista, ma prevale la coralità ed aleggia la voce del passato, di cui si rimpiange la vita semplice e il ritmo scandito da azioni ripetute.
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