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Olbia 24notiziealgheroSpettacoloTeatro › Il maltempo non risparmia il FestivAlguer. Nonostante i disagi è piaciuto il musical "Eco e Narciso"
Monica Caggiari 22 agosto 2005
Il maltempo non risparmia il FestivAlguer
Nonostante i disagi è piaciuto il musical "Eco e Narciso"
Lo spettacolo, notevolmente migliorato dopo la prima al Verdi dello scorso giugno e affinato nell’esecuzione, soprattutto dei brani, è piaciuto ancora una volta, nonostante l’interruzione e il disagio della serata


ALGHERO - Un tempo inclemente e l’incertezza, fino alla fine, di poter portare sulla scena dell’Anfiteatro di Maria Pia lo spettacolo “Eco e Narciso, il Musical”, non hanno agevolato il lavoro della compagnia sarda, capitanata da Nicola e Gianfranco Salvio, che sabato sera si è esibita nell’ambito della rassegna estiva Festivalguer. Lo spettacolo, iniziato in ritardo anche per il problema meteorologico, non ha, infatti, potuto godere del favore climatico. A più riprese è stata la pioggia a minacciare l’esito del secondo appuntamento con il musical made in Sardinia. Una pioggia imprevedibile per il 20 agosto, che sembrava fare, d’altro canto e paradossalmente, da sfondo ideale alle intense liriche, con le quali coro e divinità ribadivano “cade il cielo, sconvolto”. L’opera è andata, tuttavia, lo stesso in scena e il migliaio di persone che hanno assistito all’esibizione di un’affiatata equipe, hanno resistito, qualcuno riparandosi sotto provvidenziali ombrelli, qualcun altro coprendosi velocemente con giacche e giornali. Hanno retto tutti, spettatori, attori–cantanti infreddoliti, insieme a ballerini, ancora più a disagio sul palco reso, verso fine serata, pericolosamente scivoloso dall’acqua. Alla fine hanno vinto le intemperie e lo spettacolo è stato interrotto a venti minuti dalla fine; quei venti minuti clou, che racchiudevano in nuce il messaggio e l’essenza dell’opera. Il pubblico, davvero magnanimo e conscio dei rischi che comportava la prosecuzione, ha applaudito senza esitare, mitigando lo sconforto che già si stava diffondendo dietro le quinte.
Lo spettacolo, notevolmente migliorato dopo la prima al Verdi dello scorso giugno e affinato nell’esecuzione, soprattutto dei brani, è piaciuto ancora una volta, nonostante l’interruzione e il disagio della serata. Questo secondo appuntamento con un musical particolare per l’ambientazione e per il cast, esclusivamente sardo, ha proposto alcune modifiche, come una maggiore presenza di duetti (notevole quello della Musa Narrante–Francesca Dettori con La Parola–Ilenia Romano). Vi è stata anche una maggiore cura della gestualità dei cantanti e una spinta verso una più intensa interazione tra corpo di ballo e interpreti canori. Eccellenti le esecuzioni dei brani, che come ha voluto specificare l’autore delle musiche, Gianfranco Salvio: «Sono scaturiti dalla commistione di vari generi musicali, che, come per il linguaggio, sono stati applicati in base alle emozioni legate alle liriche. Predominante è stata l’alternanza tra Buoni e Cattivi, tra Amore e Rancore, dove il primo sentimento è stato enfatizzato da melodie morbide, sinfoniche e decisamente più classiche e pop, mentre l’altro movimento d’animo, quello più buio e crudele, si è legato al rock progressivo, con roboanti divagazioni verso il Heavy Metal».
Meno lodevole è stata la performance del corpo di ballo, a tratti scoordinato proprio dove la funzione doveva essere paragonabile a quella del coro delle tragedie e commedie classiche; una sola voce dalle mille sfumature, ma necessariamente unica nella resa finale, che i ballerini, in alcuni momenti e forse anche per l’infelice situazione del palco, reso viscido dalla pioggia, hanno avuto difficoltà ad ottenere in maniera adeguata. In ogni caso è stato possibile notare uno slancio verso il miglioramento e una crescente attenzione per un pubblico, del quale gli autori hanno colto eterogeneità ed esigenze.
La pièce, ancora un po’ lunga per la dilatazione soprattutto del primo atto, ha richiesto, da un lato, una conoscenza approfondita dei temi trattati per una comprensione che vada oltre la superficie della favola e del mito, ma ha potuto soddisfare e stimolare anche un pubblico più variegato, grazie all’intensità d’alcuni passaggi e all’evidente impegno e capacità, espressi dai giovani protagonisti, tutti “nostrani”, meritevoli d’attenzione per zelo e per doti artistiche, in alcuni casi davvero invidiabili.
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