Concentrare un più razionale servizio della giustizia ad Olbia è la richiesta del Comitato Civico che ha tenuto questa mattina un conferenza stampa
OLBIA - Il Comitato Civico per l’Istituzione del Tribunale ad Olbia ha convocato questa mattina una conferenza stampa «per rappresentare la grave situazione venutasi a creare nel panorama giudiziario Gallurese a seguito dell'accentramento di ogni servizio a Tempio Pausania».
Da questo mese, infatti, è divenuta efficace la riforma giudiziaria che ha soppresso tutte le 220 sedi distaccate di tribunale, tra cui Olbia, sulla quale gravava il 75 % del contenzioso dell'ordinario Tribunale di Tempio.
Le conseguenze, secondo il comitato, sono eclatanti: dai tempi di attesa nelle cancellerie - «alle 8.45 del mattino si prende il n. 15 e si viene ricevuti nell'ufficio alle 10.30 momento nel quale il numero della fila è 59» -; alla durata delle cause «le udienze conclusive delle cause civili già radicate negli anni precedenti, spesso in attesa della medesima udienza da anni, vengono rinviate al 2016». E poi ancora l'Ufficio Notifiche e Protesti, «ridotti da cinque a due»; a cui si aggiungono i problemi «di sicurezza e inadeguatezza» dell'edilizia giudiziaria di Tempio Pausania, oltre alla distanza (90 km da Olbia).
«La giustizia non è più di casa ad Olbia» è l'amara considerazione del comitato che chiede «quel radicale cambiamento che il ministero di Giustizia ha evidenziato, ossia concentrare un più razionale servizio della giustizia ad Olbia, trasferendovi il tribunale oggi esistente a Tempio Pausania, richiesta che è stata recentemente palesata direttamente al Ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri e a tutte le forze politiche alle quali, dunque, ci si appella affinchè tutto questo spreco di risorse e denaro finisca».
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