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S.A. 23 ottobre 2013
Peste suina: tutti i dati dallo Zooprofilattico
Al meeting di Cagliari i maggiori esperti di Peste suina africana a livello mondiale. In Sardegna 1.800 focolai in vent'anni, più colpite le province di Nuoro e Ogliastra dove permangono le condizioni di alto rischio epidemiologico


CAGLIARI - La peste suina africana sta diventando un problema globale e i nuovi casi di malattia registrati ai confini dell'Europa mettono a rischio i Paesi dell'Unione. Da qui l'impegno dell'UE con la costituzione nel 2012 del consorzio Asforce, un team tra i più autorevoli ricercatori provenienti da 18 Paesi che questa mattina sono intervenuti a Cagliari durante il convegno organizzato dall’Istituto Zooprofilattico della Sardegna (Izs) in collaborazione con il Centro di Referenza nazionale delle pesti suine. «La malattia è diventata endemica nella nostra regione ed è già arrivata ai margini orientali dell'Europa – ha detto il direttore generale dell'IZS, Antonello Usai –. Perciò sono fondamentali i momenti di confronto come questo perché siamo davanti ad un punto di non ritorno». Concetto condiviso dal professor Carlos Martins (coordinatore del progetto Asforce) e da Jose Manuel Vizcaino (dell'Università di Madrid), che hanno descritto i meccanismi di trasmissione del virus e la sua diffusione in Africa, Russia e Georgia.

La peste suina africana è una malattia altamente contagiosa (non trasmissibile all’uomo) dei suini domestici e selvatici che è comparsa per la prima volta nella nostra regione nel 1978. Da quella data a oggi il Centro di Sorveglianza Epidemiologica dell'Istituto Zooprofilattico della Sardegna ha registrato 1.838 focolai in tutto il territorio regionale, con circa quattro picchi epidemici negli ultimi vent’anni: nel 1992, nel 1995 (127 e 145 focolai), nel 2004 e nel 2012 (247 casi e 91 focolai). «Rispetto all'anno scorso abbiamo quasi raddoppiato il numero di esami: da 66mila a 110mila – ha aggiunto il direttore dell'IZS -. Un risultato importante arrivato grazie all'impegno dei Servizi veterinari, che hanno sottoposto a controllo un numero crescente di allevamenti».

Nel 2013 (alla data del 22 ottobre) i focolai di peste suina registrati sono 114, di cui 105 tra i maiali domestici e 9 tra i cinghiali selvatici. Un numero in crescita rispetto al 2012 e determinato dal rafforzamento dei controlli disposti dalla Regione Sardegna, che ha emanato una serie di misure straordinarie e un nuovo Piano di eradicazione della malattia. Questo ha permesso l’inizio di una nuova fase di contrasto al virus con maggiore severità nei confronti degli “abusivi”, la lotta al pascolo brado e l’intensificazione dei test di laboratorio per la ricerca e l’eliminazione degli animali portatori della peste Si tratta soprattutto di maiali bradi detenuti irregolarmente: secondo gli accertamenti del Corpo forestale il loro numero supera le 4mila unità, concentrate soprattutto nelle province di Nuoro e Ogliastra.

L’Istituto Zooprofilattico della Sardegna studia da anni le dinamiche di diffusione della malattia e ha realizzato una serie di ricerche e indagini epidemiologiche utili alle autorità sanitarie per la predisposizione delle strategie di contrasto del morbo. In particolare, sovrapponendo i dati di laboratorio (focolai, suini e cinghiali positivi) con le mappe degli avvistamenti dei maiali bradi, il centro di Sorveglianza epidemiologica ha individuato delle aree maggiormente a rischio, dove la condivisione dello stesso habitat tra i portatori del virus e gli animali selvatici ha causato un cortocircuito epidemiologico con la trasmissione incrociata del patogeno e la persistenza della malattia. Le province più colpite sono quelle già note di Nuoro e dell’Ogliastra, dove si concentrano il maggior numero di casi e di irregolarità, seguite dal Goceano e dalla zona intorno ad Alà dei Sardi, che fanno da cerniera tra il centro e il nord dell’isola. Più recente invece, l’aumento del rischio nel il territorio di Villanova Monteleone, in provincia di Sassari, dove sono cresciuti gli episodi di contagio. Per far fronte a questa nuova recrudescenza del virus, sottolineano i tecnici dell’IZS, sono necessari controlli più accurati nelle macellazioni domiciliari e nei cinghiali abbattuti durante le campagne venatorie.

Nella foto: i partecipanti al convegno
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20/6/2026
«Prosegue il percorso che porterà il Comune di Alghero all’acquisizione del compendio del Canile Primavera. La perizia tecnica commissionata dall’Amministrazione comunale ha infatti determinato il valore dell’intera proprietà in 803.658 euro, rispetto ai 900 mila euro inizialmente ipotizzati con la proprietà, con una riduzione di quasi 100 mila euro a vantaggio delle casse comunali»



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