Ecco le decisioni del Giudice Sportivo in merito all’ultimo turno del girone G, quello che vede in lizza le sei compagini sarde
OLBIA – L’organo di giustizia sportiva, dopo aver visionato i referti relativi alla quindicesima giornata del girone G del campionato di serie D ed il recupero di mercoledì tra Olbia e Terracina, ha deciso ammende, squalifiche e diffide.
Due turni di stop per Fabio Fusaroli (Nuova Santa Maria delle Mole Marino), «per avere, al termine della gara, rivolto ad uno degli assistenti arbitrali, espressioni dal contenuto gravemente offensivo». Squalificati per una gara Luca Di Dionisio (Anziolavinio); Lorenzo Loi (Arzachena); Ivan Giuntoli (Astrea); Giuseppe Mastinu e Nicola Raimo (Budoni); Giacomo Cocco (Latte Dolce); Andrea Forti e Giampietro Perrulli (Lupa Roma); Diego Di Gennaro (Olbia); Edoardo Fagioli (Palestrina); Davide Budroni (Porto Torres); Antonio Dambrosio (San Cesareo); Mario Bernisi (Terracina). Diffidati Danilo Buscia e Massimo Meacci (Cynthia Genzano); Riccardo Martoretti (Lupa Roma); Andrea Peana (Olbia); Edoardo Fagioli (Palestrina); Matteo Bernardi (San Cesareo), Marcello Angheleddu, Carlo Callai e Matteo Cabras (Selargius); Davide Serapiglia (Terracina).
Squalificato per due turni l’allenatore del Nuova Santa Maria delle Mole Marino Bruno Incarbona, «per avere rivolto all’arbitro espressioni gravemente offensive, allontanato» e per uno l’allenatore dell’Arzachena Luigi Alvardi, «per comportamento non regolamentare, allontanato». Inibiti a svolgere ogni attività i dirigenti del Budoni Sandro Mereu (fino al 25 dicembre, «per aver rivolto all’arbitro espressioni irriguardose, allontanato» e Filippo Fois (fino al 18 dicembre, «per condotta non regolamentare, allontanato»). Anche il dirigente del Selargius Tonio Mura è stato inibito a svolgere ogni attività fino al 25 dicembre, perché «terminata la gara, entrava correndo sul terreno di gioco e, a voce alta, rivolgeva all’arbitro espressione irriguardosa». Ammenda di 800euro a carico della Nuova Santa Maria delle Mole Marino, «per avere, al termine della gara, persona non identificata ma chiaramente riconducibile alla società, tentato di penetrare nello spogliatoio arbitrale e rivolto all’arbitro e ad un suo assistente espressioni dal contenuto gravemente irriguardoso».
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