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A.B. 12 febbraio 2014
Lavanderia truffa Comune: Denunciati
Denuncia in stato di libertà del titolare e di due commesse in concorso tra loro in servizio in una lavanderia, per falso e tentata truffa ai danni dell’Amministrazione comunale di Olbia


OLBIA – Da un normale controllo del traffico automobilistico effettuato lo scorso gennaio, la Polizia Stradale di Olbia era venuta in possesso di una ricevuta di una lavanderia che, su mandato del Comune gallurese, lavava gratuitamente la biancheria delle persone vittime dell’alluvione. Nel documento, risultava che un tappeto (del peso reale di circa 10chilogrammi) era stato registrato con un peso di ben 100chilogrammi.

Gli agenti, insospettiti dall’evidente differenza, avviavano un’attività di indagine e, dopo una serie di accertamenti espletati anche da personale della squadra di Polizia Giudiziaria della Sezione di Sassari, appurava una serie di irregolarità. In particolare, acquisita una copia del contratto stipulato e firmato dai gestori di otto lavanderie con il Comune di Olbia, per il lavaggio dei capi di abbigliamento alluvionati, a spese dell’Amministrazione comunale, risultava che sette lavanderie
Fornivano un servizio “a numero di capi”, mentre, l’esercizio indagato, forniva il servizio in cambio di una corresponsione di due euro al chilogrammo.

Dalla lettura di tutte le fatture, (circa cinquecento) si scoprivano evidenti pesi abnormi fatturati. Gli agenti della Stradale hanno visionato, fotografato e pesato le biancherie in oggetto. Tutte le persone sentite riferivano che il peso della merce era stato artatamente aumentato almeno del 70percento rispetto al reale, facendo emergere in maniera inconfutabile il tentativo di truffa messo in atto dal titolare della lavanderia. Ad esempio, per le esigenze domestiche per una famiglia era stato fatturato un peso di 30quintali di biancheria, mentre il peso reale era di un solo quintale; oppure, per una scuola per l’infanzia, mentre il documento di trasporto riporta in 3900chilogrammi il peso della biancheria lavata, in realtà il peso non superava i 500chili.

All’inizio di febbraio, l’esito di tutta l’attività è stata riferita all’Autorità Giudiziaria di Tempio Pausania con un dettagliato rapportato informativo, che vede denunciate in stato di libertà il titolare e due commesse dell’esercizio. Così, è stato stroncata il tentativo di truffa messo in atto dal titolare della lavanderia che, dalla visione delle fatture, fino ad ora avrebbe causato un ingiusto profitto ed un contestuale danno alla collettività quantificabile in circa 130mila euro.
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