Dalle indagini svolte dal Comando di Polizia di Olbia sono emerse delle irregolarità nella scelta dei soggetti beneficiari dei contributi emessi dal Comune a sostegno degli alluvionati. I sospetti dei cittadini erano fondati
OLBIA - Numerosi cittadini di Olbia colpiti dall’alluvione nello scorso novembre, avevano da tempo denunciato l’irregolarità attraverso cui venivano stilate, secondo loro, le graduatorie per l’assegnazione di beni mobili e contributi in denaro da parte del Comune, nei confronti delle famiglie danneggiate dal Ciclone Cleopatra. Di conseguenza, il Comando di Polizia Locale aveva avviato le indagini per accertarsi del reale stato delle cose, grazie alle quali oggi è possibile offrire risposte chiare ai cittadini.
Dai controlli diretti dal comandante Giovanni Serra ed affidati al capitano Sabrina Pitzalis, è emerso che le intuizioni degli olbiesi erano giuste e che diversi illeciti sono stati compiuti, inserendo ad esempio in graduatoria persone che non avevano bisogno di alcun sostegno pubblico. Ma la lista delle irregolarità non si arresta qui. Ad esempio, dalle 895 pratiche esaminate, è risultato anche che il 31,2percento delle istanze presentate agli uffici amministrativi del Comune non facevano riferimento a danni subiti all’interno dell’abitazione principale, come previsto dal bando, eppure molte di esse sono state inserite ugualmente in graduatoria. Addirittura, l’istanza di risarcimento presentata da un cittadino è stata rifiutata poiché il richiedente è risultato locato abusivamente in una cantina a lui affittata senza contratto e spacciata per abitazione dal proprietario, un funzionario pubblico, verso il quale poi è stata sporta denuncia.
Poi, tra i casi definiti “singolari” dal Comando di Polizia, compaiono numerose domande nelle quali è stata inserita la falsa presenza di invalidi all’interno del nucleo familiare, in modo da ottenere un punteggio più alto in graduatoria, così come denuncie di danni a box esterni, cantine ed elettrodomestici posizionati nei piani alti, talvolta di proprietà del locatore. Quindi, le indagini hanno permesso di frenare l’ennesimo tentativo di agire contro la legge, ma anche di individuare e denunciare diversi abusi edilizi, primo fra tutti quello della trasformazione in appartamenti di magazzini e scantinati.
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