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Pierpaola Pisanu 5 dicembre 2005
Nel mirino della guardia di finanza erano finiti, nel 2003, Borlotti e Baldino, direttore e presidente della Sogeaal
Ma buona parte delle accuse contenute in un esposto anonimo depositato dopo l’attivazione del primo collegamento Alghero – Londra, sono cadute nel 2004. Il gip Carla Altieri su richiesta del pm Paolo Piras aveva archiviato il caso relativamente al filone dell’inchiesta che riguarda i contributi concessi a Ryanair


ALGHERO - La Sogeaal ha già affrontato un’inchiesta per gli stessi motivi. Il 20 marzo 2003 i dirigenti della società di gestione erano finiti sotto la lente della Procura di Sassari, dopo un anno di indagini della guardia di finanza. Ma buona parte delle accuse contenute in un esposto anonimo depositato dopo l’attivazione del primo collegamento Alghero–Londra, sono cadute nel 2004.

Il gip Carla Altieri su richiesta del pm Paolo Piras aveva archiviato il caso relativamente al filone dell’inchiesta che riguarda i contributi concessi a Ryanair, riconoscendo che «gli indagati sono stati guidati dallo scopo di migliorare la struttura». Una schiarita significativa in questa materia che aveva azzerato le preoccupazioni per la legittimità degli incentivi concessi alle compagnie impegnate a gettare le basi per le autostrade del cielo tra Sardegna e il resto d’Europa.

Nel mirino della guardia di finanza erano finiti Umberto Borlotti e Tonino Baldino, rispettivamente direttore e presidente della Sogeaal, e poi Gabor Pinna, vicepresidente, gli amministratori Franco Salis e Pierpaolo Falco e i sindaci Giovanni De Simone, Aldo Secci e Marino Barzaghi. Il magistrato inquirente accogliendo le argomentazioni sollevate dai difensori, gli avvocati Franco Luigi Satta, Nicola Lucchi Clemente, Roberto Oronti e Gabriele Racugno, ha riconosciuto l’inesistenza di 7 ipotesi di reato di abuso d’ufficio originariamente ipotizzati per le accuse più gravi. Gli accertamenti hanno fatto emergere che gli indagati sono stati guidati nel fare ciò che è oggetto di inchiesta, dallo scopo di migliorare la struttura, l’offerta e in generale le prospettive dell’aeroporto. In quell’occasione era stata riconosciuta anche la legittimità del finanziamento per il simulatore di volo.

Nel mese di febbraio 2005 era caduta anche l’accusa di truffa ai danni dello Stato formulata nei confronti di Gabor Pinna, ex vicepresidente della Sogeaal e attuale consulente dell’Ufficio di Gabinetto dell’assessorato regionale ai trasporti, dell’ex presidente Franco Salis e dell’ex componente del consiglio d’amministrazione Pierpaolo Falco. L’ipotesi di reato riguardava rimborsi spese indebitamente ottenuti dai tre.

Il 3 febbraio scorso nel tribunale di Alghero il giudice monocratico Guido Vecchione aveva fissato lo stop al procedimento giudiziario, sentenziando “il non luogo a procedere per mancanza di querela”, accogliendo la tesi dei legali difensori. Gli avvocati Franco Luigi Satta, Agostinangelo Marras e Gemma Maurizi hanno dimostrato infatti che non sussisteva l’aggravante dei “danni allo stato”, in quanto la Sogeaal è una società per azioni privata. Benché sia costituita interamente da capitali pubblici. L’inchiesta della Procura non sarebbe dovuta andare avanti d’ufficio, ma solo dopo una querela. Inoltrata dalla stessa società, che sentendosi truffata, avrebbe dovuto denunciare il fatto. Ma questo non è mai avvenuto. Da qui la decisione del giudice di chiudere la vicenda.

Resta ancora in piedi un filone dell’inchiesta giudiziaria, quella relativa alla proroga dei contratti d’appalto dei servizi aeroportuali alla società Aristea. La prossima udienza è fissata per il 22 dicembre dal giudice per le udienze preliminari.

Nella foto il presidente della Sogeaal Umberto Borlotti
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