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Pierpaola Pisanu
9 dicembre 2005
Il consiglio regionale non si decide a trattare la legge per dimezzare gli onorevoli stipendi
Ignorata dal consiglio regionale la proposta di legge per dimezzare gli stipendi degli onorevoli regionali, il portavoce Masu non si arrende e fa ricorso ad un cavillo che costringerà la massima assemblea sarda a esprimersi sull’argomento entro due mesi

ALGHERO - Il consiglio regionale non si decide a trattare la legge proposta dal popolo sardo per dimezzare gli onorevoli stipendi e il comitato promotore Lu Puntulgiu, scova un’altra strada per obbligare i consiglieri regionali ad esprimersi sulla volontà di 17.229 sardi. Tante sono le firme raccolte dal comitato per quella che è la prima proposta di legge di iniziativa popolare in 56 anni di autonomia della Sardegna. Un passaggio del regolamento del consiglio regionale dà facoltà all’ideatore dell’iniziativa, essendo trascorsi 60 giorni dalla presentazione di tutta la documentazione necessaria, di richiedere l’inserimento della proposta di legge, nella programmazione bimestrale dei lavori del parlamento sardo, costringendo così tutti i rappresentanti politici ad esprimersi con voto palese. «Finalmente sapremo chi vuole e chi non vuole far passare questa legge finalizzata a ridurre notevolmente gli onerosi stipendi dei nostri politici», ha commentato il battagliero portavoce del comitato Franco Masu che ha scritto al presidente del consiglio Giacomo Spissu, chiedendo il rispetto della volontà di una buona fetta del popolo sardo.
Nella foto una recente assemblea del comitato
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