“L’Uomo, la Bestia e la Virtù” è la seconda commedia del XXVI° circuito Cedac al Teatro Civico. Sul palco una produzione del Teatro Stabile di Sardegna per la direzione di Stefano Randisi ed Enzo Vetrano
ALGHERO - Debutta il Teatro Stabile di Sardegna, al secondo appuntamento con il circuito di prosa 2005/2006 allestito da Cedac per il Teatro Civico. L’omaggio ad un grande autore della letteratura italiana del Novecento, Luigi Pirandello, nell’interpretazione di un’affiatata coppia d’attori-registi. Decani nelle rappresentazioni teatrali di testi classici, Enzo Vetrano e Stefano Randisi, presentano “L’Uomo, la Bestia e la Virtù”. Tratto dall’omonima novella dello scrittore siciliano, nato nell’agro d’Agrigento nel 1867, il lavoro sulla scena parte con una scommessa dei registi interpreti, ad andare oltre il racconto e superare i “limiti” della trama. Aprendo possibili finestre su altre dimensioni di un testo unico della produzione Pirandelliana. La commedia ebbe anche una versione cinematografica con Totò e la coppia dei grandi (avviati già alla via del tramonto) Orson Wells e Viviane Romance. L’adattamento approssimativo per la regia di Steno fu certamente il film meno visto del comico partenopeo. La pellicola fu immediatamente ritirata dalle sale per le rimostranze degli eredi Pirandello e riproposta solo 40 anni dopo (Natale 1993) sul piccolo schermo tv dalla RAI. Il leit motiv boccaccesco della storia narra un paradossale seguito di quella società claustrofobica piena di convenzioni e gretto perbenismo, scardinata da un realismo puro caro all’autore, che ne depura i contenuti. Un campionario di personaggi-animali, descritti come maschere alla ricerca di un ruolo convincente. Nella divertente piece, la vicenda di una tresca extra coniugale dove i ruoli s’invertono secondo l’incalzare degli eventi. La signora Perella, moglie trascurata dell’animalesco coniuge, capitano di lungo corso, intrattiene rapporti sentimentali con il suo amante, il rispettabile professor Paolino, trasparente sapiente dalla doppia vita. Il menage sarà compromesso dall’imprevista gravidanza della donna, costretta con stratagemmi ed invenzioni poco eleganti a “disciplinare” l’ufficiale paternità del nascituro. Da questa impellenza scaturiscono una serie d’azioni, gesti e aspetti che ribaltano l’umanità presunta dei protagonisti, originando quel vociante serraglio da fattoria, tipica della narrativa pirandelliana. Uno squarcio antesignano del moderno gossip, esasperato in momenti forte comicità, stemperato nella poesia, consentendo di usare registri scenici a noi adatti. Con le luci di Maurizio Viani, i costumi di Ursula Patzak, insieme ai due registi, protagonisti sul palco: Ester Cucinotti, Giovanni Moschella, Antonio Lo Presti. Margherita Smedile, Giuliano Brunazzi e Francesco Pennacchia. Dopo i recenti successi di inizio anno con “Il Mercante di Venezia” di W. Shakespeare, un lavoro brillante che firma un anno professionalmente maturo per la coppia emergente della prosa italiana. Il debutto è fissato il prossimo lunedì 19 dicembre alle ore 21.00, presso il rinnovato Teatro Civico. La stessa rappresentazione tornerà nella prossima primavera (27-28 marzo) al Verdi di Sassari, chiudendo la stagione teatrale nel capoluogo sassarese.
Info & Prenotazioni al n° 336.691838
Alghero Teatro Civico 19 dicembre ore 21.00
Nella foto Luigi Pirandello
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