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A.B. 11 giugno 2014
A Cagliari, tra memoria ed invecchiamento
In programma venerdì, al Teatro del Segno, La memoria invecchia?, la serata formativa organizzata in collaborazione con InversaMente, a cura di Iolanda Mason


CAGLIARI - L'arte di ricordare (il testo di una poesia o una canzone, ma anche e soprattutto i minuti dettagli del quotidiano) è al centro de “La memoria invecchia?”, serata formativa sulla memoria e l’invecchiamento, a cura di Iolanda Mason (esperta in “tecniche di memoria e apprendimento efficace” con competenze sulla comunicazione e sulla Pnl), in programma venerdì 13 giugno, dalle ore 18 alle 20.30, nella sede del “Teatro del Segno”, in Via Giardini 51, nello storico rione di Villanova, a Cagliari. La quota di partecipazione è di 15euro a persona, compresa la tessera associativa. Per informazioni e prenotazioni, si può telefonare ai numeri 070/680229 e 349/5834205, oppure inviando una e-mail all’indirizzo web “laboratori@teatrodelsegno.it”.

L'incontro, rivolto in particolare agli adulti Over 60, fino ai 100 anni ed oltre, organizzato in collaborazione con “InversaMente”, nell'ambito dell'attività didattica del Teatro del Segno, affronta un tema fondamentale come l'evoluzione delle capacità cognitive, le trasformazioni fisiche e“metafisiche” del cervello con il trascorrere degli anni e alla teoria corrisponde la pratica, con esercizi e giochi “mirati” per allenare la mente. In una società complessa, immersi in un flusso costante di informazioni, è fin troppo facile distrarsi, confondersi, non prestare attenzione ai particolari che fanno parte della routine, ai gesti compiuti quasi “in automatico”: capita di dimenticarsi dove è stata parcheggiata l'automobile (o dove son state lasciate le chiavi), di ritrovarsi davanti al frigorifero e non rammentare più il perché, di scordare la lista della spesa. Sintomi di stress, effetti del ritmo frenetico della vita moderna, ma anche frutto di una metamorfosi del cervello: il modo migliore per far fronte all'affievolirsi di abilità considerate acquisite è proprio l'esercizio, una sorta di “ginnastica” mentale che aiuta la concentrazione e l'apprendimento, e la conservazione della memoria a breve e lungo termine. “La memoria invecchia?”, titolo volutamente e provocatoriamente interrogativo, è quindi uno spunto per riflettere e forse modificare atteggiamenti e comportamenti, per ritrovare interesse e stimoli nella realtà presente, con salde radici nel passato e sguardo al futuro. La curiosità e l'attenzione son le chiavi per aprire lo scrigno dei ricordi: se l'identità è data dalla somma delle conoscenze, delle convinzioni e delle esperienze, e quindi «noi siamo quel che ricordiamo», l'acquisizione di nuovi ricordi e nozioni è sollecitata dall'interesse che essi suscitano in noi.

L'antica dea greca Mnemosine (Μνημοσύνη), personificazione della memoria, figlia di Gea (la Terra) ed Urano (il cielo) era, non a caso, la madre delle Muse, a loro volta incarnazioni, ed ispiratrici, delle arti: anche nell'era delle memorie digitali, estensioni virtuali e potenzialmente (quasi) infinite di quella umana, una canzone, un quadro o un film, in virtù della bellezza (o del suo contrario) e dell'impatto emotivo, si imprimono più facilmente nella mente. Quel che soggettivamente appare importante o imprescindibile (siano le classifiche del campionato di calcio o di basket, o le note di una partitura musicale, serie di nomi e numeri di telefono o le sequenze del dna) si rammenta senza sforzo né difficoltà. Ma è proprio l'esercizio abituale delle proprie facoltà, nell'ambito dello studio e del lavoro, a potenziarle ed a conservare quell'elasticità mentale che favorisce la creatività e la capacità di analisi di fatti e opinioni. L'obiettivo della serata formativa sulla memoria e l’invecchiamento è fornire strumenti e suggerire tecniche e modalità per allenare la memoria, e far fronte alle mille sollecitazioni e distrazioni del quotidiano, conservando il senso e la priorità dei ricordi ed insieme il gusto di nuove scoperte, il piacere di imparare (senza smarrirsi per una lieve dimenticanza né soccombere davanti alle faccende di ogni giorno): una risorsa in più per organizzare e gestire il caos (domestico e no).
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