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Red
23 gennaio 2006
Un'idea di design sardo al MACEF di Milano
Il progetto prevede una serie di laboratori per designer e architetti, italiani e stranieri, ai quali viene proposto di volta in volta un tema. Per iniziare, sono stati scelti la brocca e il cesto, due oggetti che, nella vastissima fioritura di varianti conosciuta in Sardegna

CAGLIARI - Manufatti che discendono da arcaica cultura materiale sarda, oggetti intimamente legati alla natura dell´Isola - asfodelo, olivastro, giunco, salice, argilla-fuoco e strutturati secondo rituali tecniche esecutive. Messi in relazione con le istanze più aggiornate del design e del gusto, possono divenire archetipi contemporanei, oltre che dare nuova linfa al patrimonio di conoscenza e manualità appannaggio degli artigiani, implacabilmente migranti verso la produzione seriale delle tipologie più richieste dal mercato. Questa la direzione ideale e operativa di Sardegna Lab, un progetto di riproposizione dell´artigianato tradizionale sardo stimolato e promosso dalla Regione Autonoma della Sardegna. Curato dalle designer Annalisa Cocco e Roberta Morittu, che col loro marchio Imago Mundi lavorano da anni sulla valorizzazione delle specificità artigianali, in collaborazione con l´artista Gianfranco Pintus, il progetto prevede una serie di laboratori per designer e architetti, italiani e stranieri, ai quali viene proposto di volta in volta un tema. Per iniziare, sono stati scelti la brocca e il cesto, due oggetti che, nella vastissima fioritura di varianti conosciuta in Sardegna, rappresentano la sintesi fra le esigenze pratiche della vita essenziale del passato e la graduale ricerca di un aspetto esteticamente gratificante. Si tratta ora di riproporre la stessa qualità di manodopera e di materiali applicandola ai progetti su carta che giungono nelle mani dei curatori di Sardegna Lab. Un compito molto delicato, quello di tradurre idee e disegni agli artigiani. Bisogna sapere adattare intuizioni - o intuire adattamenti - individuare la giusta maestranza per ogni specifico progetto, e, con questa, creare quel cerchio magico di dialogo e scambio senza il quale l´oggetto rimarrebbe un prototipo senz´anima, a stento riconoscibile sia da chi lo ha ideato, sia da chi lo ha realizzato. Questa è la sfida. Questi, presenti al MACEF 2006 di Milano, i primi risultati, esperienze di un work in progress che delinea una nuova stagione: quella dell´artigianato sardo di design. (Raffaella Venturi / www.regione.sardegna.it)
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