«Ma serve coraggio», interviene il consigliere regionale di Fratelli d’Italia-An Paolo Truzzu, secondo cui la creazione di un nuovo e prestigioso polo sanitario in Gallura non ha solo un valore economico, ma presenta molteplici aspetti positivi
OLBIA - «Il progetto del “San Raffaele” di Olbia è un’opportunità che la Sardegna non può perdere rispedendo al mittente un investimento di oltre un miliardo di euro. Se passasse infatti questo messaggio il danno sarebbe doppio e determinato non solo dai fondi persi, ma anche dalla progressiva fuga di altri potenziali investitori. La speranza è che il coraggio e la determinazioni mostrati dalla coalizione di Centrodestra e dal presidente Cappellacci prima e dal presidente Pigliaru oggi, siano patrimonio anche dell’intera maggioranza di Centrosinistra». È questo l’auspicio di Paolo Truzzu, consigliere regionale di Fratelli d'Italia–An, secondo cui la creazione di un nuovo e prestigioso polo sanitario in Gallura non ha solo un valore economico, ma presenta molteplici aspetti positivi.
Dal punto di vista culturale non ci si può che rallegrare per il fatto che la Sardegna sia la terra in cui si crea la prima vera e concreta cooperazione nel campo sanitario e della ricerca tra il mondo cattolico e quello musulmano, con un fondo arabo (la “Qatar Foundation Endowment”) che sceglie di investire e collaborare con la Regione e con il Vaticano (“Bambin Gesù”), per creare di concerto un nuovo modello di cooperazione che superi nei fatti divisioni spesso solo preconcette. Ma la vera opportunità nell’avere il San Raffaele ad Olbia è, sicuramente, il vantaggio per i tanti sardi che, non più costretti a costose trasferte nella Penisola, troveranno in Gallura una struttura con tecnologie all’avanguardia e di livello internazionale, per diagnosi e cure. Allo stesso tempo, queste trasferte non solo non saranno più a carico delle casse regionali, come spesso avviene, ma vi sarà la possibilità di invertire la tendenza: l’Isola diventerà punto di riferimento per la cura anche di pazienti provenienti dalla Penisola e dal resto del mondo.
Inoltre, il San Raffaele sarà solo il primo di una serie di investimenti che si svilupperanno nell’area alle porte di Olbia e che interesseranno più settori. Si parla della creazione di un ampio parco pubblico da un lato e, dall’altro, della creazione di una residenza attrezzata che possa ospitare, in occasione dei ritiri estivi, le squadre di calcio (il Paris Saint Germain fa capo alla stessa Qatar Foundation). Si verrebbe così inevitabilmente a creare un fattore d’attrazione ed un effetto moltiplicatore per ulteriori investimenti anche da parte di altri investitori internazionali, creando un notevole indotto non solo per il territorio interessato, ma per l’intera Sardegna. Infine, un polo d’eccellenza in Gallura non potrà che aumentare la qualità dell’offerta sanitaria nell’Isola e, di conseguenza, favorire la concorrenza verso il top fra tutte le strutture isolane, pubbliche e private, che offrono eguali servizi. Una concorrenza, però, sulla quale la politica deve vigilare con attenzione. Dovrà infatti essere evitato qualsiasi privilegio nei confronti della nuova struttura, in particolare nel pagamento da parte della Regione delle prestazioni sanitarie “Drg-Diagnosis-related groups”, le quali non dovranno in alcun caso essere rafforzate ad hoc, ma rimanere uguali a quelle corrisposte a qualsiasi altra realtà operante in Sardegna. «La concorrenza e la competizione aiutano tutti a crescere, purché avvengano ad armi pari», conclude Truzzu.
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