|
Luigi Coppola
26 gennaio 2006
Gran successo a Sassari per il Teatro Stabile della Sardegna
Al Teatro Verdi Cesare Saliu e Lia Careddu protagonisti né “Il Borghese Gentiluomo” di Molière. Il divertente adattamento contemporaneo diretto dalla regia di Orlando Forioso ed allestito nei variopinti costumi di Franco Bonetti. Dopo le repliche sassaresi, domenica 29 chiusura del tour sardo al Teatro Civico

SASSARI – Che ne direste di sorbire un tomo classico di Molière, inaugurato dallo swing anglo partenopeo di Renato Carosone (“Tu vuò fa l’americano”), dalla primordiale lap dance fine novecento versione Raffaella Carrà (Tuca-tuca) e contaminato da vulgate locali che allontanano i puri francesismi per approdare in arcipelaghi popolari di promiscui natali? C’è traffico in casa Giordano: personaggi equivoci accreditati di sapienze ed arti, influssi dialettali diversi che tradiscono inevitabilmente scopi grotteschi. Il dilemma fra l’essere e l’apparire, la voglia di arricchire la propria povera personalità, dopo aver opportunamente cresciuta quella del portafoglio. Succede né “Il Borghese Gentiluomo” di Moliere, liberamente adattato nella regia di Orlando Forioso e prodotto dalla Compagnia del Teatro Stabile della Sardegna. La commedia rappresentata martedì 24, nella prima delle due serate sassaresi al Verdi, è la quarta delle nove allestite nella stagione di prosa sassarese distribuite da Cedac. Lo spettacolo in seconda programmazione ieri sera, sarà replicato domenica 29 al Civico di Alghero dove concluderà la tournee isolana. La classica piece nella brillante e contemporanea versione di Forioso, ruota intorno all’allegorica figura di Pietro Giordano (Cesare Saliu). Il mesieur Jourdain di Molière, veste nell’idea del regista partenopeo, i panni del pastore sardo, desideroso d’affrancarsi dalle sue poco nobili origini. Arricchitosi in traffici immobiliari poco intellettuali, brama di conquistare un blasone di casato che gli conferisca l’accredito nei salotti mondani. Per questo affolla la sua casa di musicisti, maestri d’arti varie, un’insegnante di danza russa, grossolana nell’aspetto che parla addirittura in napoletano. Un sarto ed un presunto conte compaiono nella lista dei consulenti, oltre una filosofa esperta di dizione e ancor più abile nello spillare danaro dall’incauto illuso. Sarà la temperanza della moglie (superba Lia Careddu) espressione pura del matriarcato sardo ad evitare la banca rotta e rimettere in piedi la famiglia, pericolosamente minata da surreali fantasie. Proprio Lia Careddu ci ospita in camerino qualche minuto prima della scena. Signora Careddu il mio ricordo risale a circa sei anni fa (aprile 2000) con una sua splendida interpretazione nel “Canto dell’Isola bambina”. Eravamo con la sua compagnia al Teatro Olimpia di Portotorres, diretta dalla regia di Guido De Monticelli. Stasera torna a Sassari con un classico di Molière. Nel tempo intercorso ha un ricordo particolare per un lavoro più amato o un pensiero a qualcuno che n’arriverà nel prossimo futuro con la sua compagnia? “Quel lavoro è stato un percorso meraviglioso e sarebbe un peccato lasciarlo in magazzino. Lo teniamo sempre in repertorio anche se l’allestimento è complesso e coinvolge più recitazioni. Lo consideriamo la nostra cifra: un capolavoro che è una sorta di nostro manifesto. Pochi giorni fa ho rivisto in tv “Le vecchie e il mare” di Rytsos, un’altra nostra produzione cui sono molto legata. Per il futuro è molto complicato fare progetti. Con la gestione privata e la stabilità della Compagnia (siamo diventati, infatti, ) paradossalmente diviene più difficile programmare nuove produzioni. Come sa anche i tagli che hanno colpito la Cultura e lo Spettacolo, certamente non ci aiutano. La rivisitazione di Molière di questa sera fatta da Forioso è molto bella anche perché resa leggera e contemporanea. Orlando ha molto entusiasmo ed in questo periodo sta facendo cose bellissime anche con il Teatro per i ragazzi…” Il pubblico in sala, numeroso nonostante il clima polare ha confermato pienamente le anticipazioni dell’attrice cagliaritana. Risate, applausi e ancora applausi hanno incorniciato una gelida serata, riscaldata alla grande dalla Commedia dell’Arte.
Alghero Teatro Civico 29 gennaio
Commenti
|