Le parole del dirigente del locale commissariato Fortunato Marazzitta lasciano intendere che la polizia non sta affatto brancolando nel buio. Infatti una pista c´è e si sta seguendo con la speranza di chiudere il cerchio al più presto sul responsabile di quattro intimidazioni. Si tende a considerare la possibilità che sia di un unico mandante la firma dei 4 avvertimenti minacciosi
ALGHERO - Una famiglia sotto scorta. Ogni spostamento dei Giorico è tenuto sotto stretta sorveglianza dalle forze dell´ordine. I controlli finora riservati a Riccardo Giorico, titolare dell´impresa di costruzioni Sofingi, da ieri sono stati estesi anche al capofamiglia Giuseppe Giorico. Dal mese di dicembre infatti misure di sicurezza erano state assunte per tutelare il noto costruttore algherese finito nel mirino di ignoti criminali.
L´ultimo episodio in particolare desta preoccupazione per la dinamica: due motociclisti con il volto protetto da un casco integrale, si sono avvicinati a Giuseppe Giorico, 68 anni, mentre guidava la sua vettura, una Chrysler nera, e hanno fatto fuoco colpendo la fiancata sul lato sinistro, a pochi centimetri dal conducente. L´agguato è avvenuto alla luce del sole e lungo una via su cui si affacciano numerose palazzine, sulla confluenza tra la strada dell´ex canalone e via Mazzini. Un incrocio particolarmente affollato, su cui a quell´ora si concentrano i flussi diretti verso l´uscita di Alghero passando dalla direttrice per Olmedo. Per la prima volta l´imprenditore si è trovato quasi faccia a faccia con il suo nemico. O con un suo mercenario, assoldato non per uccidere ma per spaventare a morte.
Sul fronte delle indagini gli investigatori concendono poco in una fase delicata in cui una parola di troppo potrebbe comprometterne l´esito. Eppure si ha l´impressione che non tarderà ad essere consegnato alla giustizia chi sta seminando panico nella vita della facoltosa famiglia di imprenditori. Le parole del dirigente del locale commissariato Fortunato Marazzitta lasciano intendere che la polizia non sta affatto brancolando nel buio. Infatti una pista c´è e si sta seguendo con la speranza di chiudere il cerchio al più presto sul responsabile di quattro intimidazioni. Si tende a considerare la possibilità che sia di un unico mandante la firma dei 4 avvertimenti minacciosi: l´ordigno adagiato nel gennaio 2004 davanti al cancello posteriore dell´Hotel Carlos V, di proprietà di Domenico Giorico che segue a pochi giorni la prima pistolettata sul fuoristrada del fratello Riccardo. Il 9 dicembre 2005 il secondo colpo di arma da fuoco infrange il parabrezza della stessa vettura. Due giorni fa nel mirino finisce il padre Giuseppe Giorico. Seppur provato per quanto accaduto, Riccardo Giorico è ottimista e confida su una positiva svolta delle indagini affinchè quest´incubo finisca quanto prima: «Mi auguro che le forze dell´ordine riescano a trovare il colpevole al più presto», ha detto.
La vicenda che ha provocato sconcerto ad Alghero è entrata anche nel dibattito politico. Franco Masu, coordinatore regionale di Unità Popolare Sardegna ha chiesto al sindaco la convocazione di un consiglio comunale per "discutere del caso e assumere le più opportune misure al fine di restituire alla città sicurezza e serenità perdute".
Commenti