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Pierpaola Pisanu
22 febbraio 2006
L´azienda hi–tech di Villa Mosca nel mirino delle Fiamme Gialle
Finisce nel mirino del comando provinciale della guardia di finanza la Di.Com, una società che si occupa di nuove tecnologie che ha beneficiato di ingenti contribuiti statali per impiantare un capannone a San Marco e assumere personale. Ieri blitz delle fiamme gialle negli uffici di via Don Minzoni. Ma fino a pochi giorni la sede dell’azienda era villa mosca sul Lungomare Dante

ALGHERO - L’azienda hi – tech di Villa Mosca nel mirino delle Fiamme Gialle. Ieri sera blitz dei finanzieri alla Di.Com, la società che si occupa di nuove tecnologie ospitata fino al 16 febbraio nella prestigiosa villa Liberty sul Lungomare Dante. I militari del nucleo polizia tributaria coordinati dal capitano Alessandro Troisi, hanno passato al setaccio gli uffici di via Don Minzoni dell’amministratore delegato della Di.Com, Simone Vicari. Saranno le fiamme gialle a verificare se ci sono o meno passi falsi nell’iter imprenditoriale di un’azienda che ha attinto ad importanti contributi statali per lanciarsi nel mercato dell’hi –tech. Il finanziamento pubblico previsto ammontava a quasi 20 miliardi di vecchie lire attraverso lo strumento della legge 488. Nel 2001 è stata assegnata la prima tranche, un terzo del finanziamento, pari a circa 6 miliardi e mezzo di lire. L’obbiettivo era mettere in piedi nella zona industriale di San Marco uno stabilimento per produrre proiettori e trasmettitori senza fili con il sistema Wirelles. Nessun capannone viene edificato a San Marco e la Di.Com prende casa a Villa Mosca. Inoltre, secondo l’inchiesta giornalistica pubblicata domenica scorsa dal quotidiano Il Sardegna non c’è traccia né di produzione né dei 35 dipendenti che avrebbe dovuto assumere in virtù del contributo conquistato. Ora il comando provinciale della guardia di finanza ci vuole vedere chiaro anche sugli intrecci nella partecipata che fa capo al gruppo padovano Finmek.
Nella foto Villa Mosca sede della Di.Com fino al 16 febbraio
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