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Monica Caggiari 24 febbraio 2006
«Arbeit macht frei»: contro il revisionismo nei confronti della Shoah
Nell’ambito delle manifestazioni dedicate alla Giornata della Memoria, grazie alla collaborazione tra Comune, Provincia e Istituto sardo per la storia della Resistenza, è andato in scena, nella cornice dell’Istituto tecnico A. Roth, lo spettacolo Arbeit macht frei, sui campi di sterminio, proposto da La Compagnia Teatro d’inverno e Ouroboros


ALGHERO - A luci spente parte il monologo e incomprensibili parole, lame affilate di quella che è riduttivo definire pazzia, come spesso sottolinea Piero Terracina, uno dei pochi superstiti italiani di Auschwitz, scorticano l’udito e rievocano l’esaltazione delirante di Hitler e Mussolini. Lo spettacolo multidisciplinare “Arbeit macht frei” Auschwitz–Testimonianze e Storia del Campo di Sterminio, realizzato da La Compagnia Teatro d’Inverno e Ouroboros “suonidiversi”, andato in scena ieri, 23 febbraio, nell’Auditorium dell’Istituto superiore "Angelo Roth", ha proposto per il secondo anno consecutivo lo spettacolo didattico sui campi di sterminio. L’allestimento, proposto nell’ambito delle manifestazioni per la Giornata della Memoria, ha come scopo la riaffermazione delle verità storiche, documentate in maniera più che esaustiva e, tuttavia, più volte attaccate dagli storici revisionisti. I cosiddetti «negazionisti» sono stati, infatti, artefici, in alcuni casi, di vere e proprie campagne contro i resoconti di superstiti e truppe alleate, definiti senza mezzi termini un mucchio di «frottole di guerra». Menzogne, quindi, eppure documentate minuziosamente da più parti. Atti inconfutabili, che nella mattinata di ieri sono emersi attraverso alcune letture di diari di internati, a cura di Matteo Gazzolo e Giuseppe Ligios, accompagnate da diapositive, che alternavano propaganda nazi–fascista alle dolorose immagini della Shoah, con, in sottofondo, le note cupe di musica classica. Sulla scena vi era anche un pannello bianco, sul quale hanno preso vita delle sagome umane, prima piegate dagli eventi, poi innalzate con l’aggiunta di ali, grazie alle pennellate di Marco Boscani e Nadia Scanu. In sala, oltre ad alcuni studiosi dell’Istituto Sardo per la Storia della resistenza e autonomia, erano presenti l’assessore alla Pubblica Istruzione, Antonello Muroni, e il suo corrispettivo provinciale, l’assessore Laura Paoni, referenti dell’amministrazione comunale e provinciale che con impegno hanno collaborato in totale sintonia, come evidenziato con forza da entrambi, al di là delle differenti correnti politiche, proprio per riaffermare il valore imprescindibile della memoria storica e della cultura della pace, unica via possibile per una società che voglia essere definita moderna e democratica.

Nella foto una scena dello spettacolo
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