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A.B. 6 settembre 2014
San Nicolò: «nessuna guerra santa contro i rom»
Per risolvere la delicata situazione, il presidente dell’Asce Onlus Antonio Pabis chiede un immediato incontro con il rappresentante territoriale del Governo e con il sindaco Emanuele Cera


SAN NICOLO’ D’ARCIDANO - «Non ci sono le ragioni per una guerra santa contro i rom, tantomeno a San Nicolò d’Arcidano!». Questo il pensiero esternato dall’Asce Onlus, associazione da anni impegnata nel territorio, che, tramite il presidente Antonio Pabis, per risolvere la delicata situazione, ha proposto un incontro al sindaco Emanuele Cera ed ha richiesto maggior vigilanza da parte del rappresentante territoriale del Governo nazionale, il prefetto.

Nella lettera al primo cittadino, il presidente Pabis chiede la disponibilità ad un incontro al fine di scambiare con il sindaco, ed eventualmente l'assessore comunale ai Servizi sociali ed i suoi collaboratori, «informazioni e proposte di lavoro che potrebbero tornare utili alla graduale risoluzione della questione rom». Come spiegato, l’Asce conosce il campo rom ed ha con i residenti «una relazione importante e alcuni di loro collaborano con la nostra Associazione, abbiamo avuto modo di leggere le cronache dei giornali e osservato come questi ultimi spesso riportano notizie in maniera superficiale». Pabis chiede un’azione concertata con tutte le forze del territorio, perché «sappiamo della sua disponibilità umana – scrive ancora al primo cittadino - ma, ovviamente, non pensiamo possa essere sufficiente quando mancano gli apporti delle altre istituzioni competenti e della società civile. Per quanto ci riguarda, dato il nostro scopo sociale e l'esperienza accumulata, intendiamo fare la nostra parte».

Al prefetto di Oristano, l’Asce spiega come, dal suo punto di vista, risulti che «le relazioni fra la comunità rom ed il resto della cittadinanza siano buone e improntate al reciproco rispetto, senza che i fisiologici cattivi comportamenti di singoli (rom o arcidanesi) siano tali da mettere in discussione l'esistente buona convivenza e comunque possano giustificare una “guerra santa”. Resta in piedi – sottolinea il presidente Pabis - per la comunità rom, una condizione di vita estremamente difficile che con pochi sforzi e la partecipazione della società civile e degli stessi, si potrebbe migliorare, con buoni risultati per l'intera cittadinanza. Conosciamo il campo rom di Arcidano, abbiamo buoni rapporti con i suoi abitanti e disponiamo di un gruppo operativo locale». L’Asce annuncia al prefetto di aver chiesto un incontro col sindaco Cera, per «scambiarci informazioni e idee, nonché garantire un nostro contributo» e chiede al prefetto di «volerci assicurare i suoi buoni uffici e restiamo a disposizione per ogni eventuale positiva partecipazione».

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