La Asl di Olbia cede al Comune di Olbia, in comodato d’uso gratuito, la struttura di via Canova, che diventa il Centro Servizi umanitari della città.
OLBIA – La Asl di Olbia ha ceduto nei giorni scorsi al Comune di Olbia, in comodato d’uso gratuito, la struttura di via Canova, che diventa il Centro Servizi umanitari della città. All’interno del Piano unitario locale dei servizi alla persona (Plus), i comuni del Distretto di Olbia, la Provincia di Olbia-Tempio e la Asl di Olbia, hanno approvato l'istituzione in città di un “Centro servizi umanitari”: “Un protocollo di intesa che rafforza i rapporti di collaborazione con le amministrazioni del territorio e, in particolare, con il comune di Olbia. Quella di via Canova punta a diventare una struttura in grado di assicurare un’adeguata risposta al fenomeno di emergenza umanitaria che interessa in maniera sempre più sostanziale la realtà del distretto olbiese”, ha detto nel corso della conferenza stampa odierna il direttore generale della Asl di Olbia, Giovanni Antonio Fadda.
«Questo protocollo d’intesa va ad integrare la convenzione siglata nel 2011 che ci ha consentito di aprire in città il Servizio di ricovero notturno (il dormitorio); ora siamo invece nelle condizioni di aggregare, sotto la stessa struttura, tutte le iniziative di carattere umanitario offerti nel territorio comunale, nell’intento di razionalizzare le risorse umane ed economiche impegnate ogni giorno nell’erogazione di servizi che limitano le diverse situazioni di disagio che colpiscono i nostri concittadini», ha detto nel corso della conferenza stampa l’assessore Piccinnu. «Il Centro servizi umanitari, aggregati in un’unica struttura, vuole essere una risposta volta ad assicurare interventi tempestivi e sinergici per il perseguimento del benessere del cittadino che, a causa di condizioni economiche e sociali precarie, versa in una condizione di particolare emarginazione ed esclusione sociale. Una condizioni che riguarda, a differenza di quel che si possa pensare, molti nostri concittadini, messi in ginocchio dalla profonda crisi che sta interessando anche la nostra città», ha spiegato Piccinnu.
«In un ottica di razionalizzazione dei costi, una quota parti al 20 % dei posti della struttura, verrà riservata agli utenti inviati dal Dipartimento di salute mentale e delle dipendenze, nell’intento di offrire loro una valida alternativa al tetto familiare, a volte non compatibile alle loro esigenze», ha aggiunto il manager Fadda. «L’intervento per la realizzazione della mensa sociale, è stato finanziato dai Lions Club con la somma di 60 euro, che nell’arco di un mese, ci permetterà di aprire in via Canova un self-service; spazi più grandi rispetto al passato che permetteranno di distribuire un centinaio di pasti al giorno, andando quindi ad aumentare l’offerta del servizio sino ad ora garantito nella struttura di via Anjoy. Anche la mensa di via Canova verrà gestita grazie alla collaborazione della Caraitas e del volontariato Vincenziano», ha spiegato l’assessore Piccinnu.
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