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Stefano Deliperi
22 settembre 2014
L'opinione di Stefano Deliperi
Grazie Savi, Arborea è salva
Esprimiamo grande soddisfazione per la dichiarazione di improcedibilità nel corso della procedura di valutazione di impatto ambientale (Via) espressa dal Servizio Savi della Regione autonoma della Sardegna riguardo il progetto di perforazione esplorativa per la ricerca di gas naturale del Gruppo Saras s.p.a. presso lo Stagno di S’Ena Arrubia. La dichiarazione di improcedibilità (art. 5 dell'Allegato A della deliberazione Giunta regionale n. 34/33 del 7 agosto 2012) è definitiva.
Il contrasto con la normativa di tutela del territorio e la pianificazione paesaggistica – a base della dichiarazione di improcedibilità – era stata ribadita più volte nelle azioni ecologiste. La costa, le zone umide, l’agricoltura, il contesto economico-sociale di Arborea sono salve.
Un grande ringraziamento va al Comitato “No al progetto Eleonora”, che ha costituito il fondamentale fulcro della presa di coscienza di un‘intera comunità locale per la difesa del proprio ambiente, del proprio lavoro e del proprio futuro. Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra hanno continuamente sostenuto – con azioni legali e di sensibilizzazione – la più strenua opposizione alla speculazione energetica e auspicano che giunga presto il nuovo piano energetico ambientale regionale per porre termine a un vero e proprio far west del settore ai danni dell’ambiente.
*Per il Gruppo d'Intervento Giuridico Amici della Terra
Commenti
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4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare
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5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano?
Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
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6 maggio 6 maggio 6 maggio
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