Da lunedì 29 settembre a giovedì 2 ottobre, il 15esimo Centro Controllo Area Pesca della Direzione Marittima di Olbia ha coordinato un’operazione complessiva di verifica sulla filiera della pesca, incentrata sulla tutela del consumatore finale e la salvaguardia degli stock ittici sottoposti a particolare piani di gestione
OLBIA – Dalle prime ore di lunedì 29 settembre a giovedì 2 ottobre, il 15esimo Centro Controllo Area Pesca della Direzione Marittima di Olbia ha coordinato un’operazione complessiva di verifica sulla filiera della pesca, incentrata sulla tutela del consumatore finale e la salvaguardia degli stock ittici sottoposti a particolare piani di gestione. Coinvolte tutte le Capitanerie di Porto e gli Uffici Marittimi del nord Sardegna, che hanno dispiegato i loro uomini per le attività di verifica a terra ed a mare per un’intensa e capillare azione di analisi nei vari stadi di commercializzazione dei prodotti ittici, dal momento della pesca, passando per i grossisti, per finire alle verifiche nei ristoranti.
L’attività di controllo e repressione dei comportamenti illeciti ha prodotto sin dai primi momenti risultati di rilievo. Il personale militare della Capitaneria di Porto di Olbia ha provveduto ad effettuare numerosi controlli per mare ed a terra, in particolare nei porti di Olbia, Cala Gonone e La Caletta di Siniscola, con riguardo al trasporto via camion dei prodotti ittici. Massima attenzione anche nei confronti delle pescherie dei ristoranti. Proprio in un ristorante di Orosei, sono stati trovati prodotti destinati alla somministrazione in cattivo stato di conservazione. Pasta, carni, verdure e prodotti ittici, anche scaduti, venivano conservati all’interno dei frigoriferi della cucina. Allora, assieme all’Asl di Nuoro, è stato organizzato il sequestro dei prodotti alimentari, per un ttale di circa un quintale e mezzo. Inoltre, il proprietario è stato deferito all’autorità giudiziaria. A questi controlli, si sono aggiunti quelli effettuati dal personale dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Golfo Aranci, che con l’impiego dei mezzi navali e terresti in dotazione, ha effettuato verifiche sull’attività di pesca professionale e sportiva, oltre ai veicoli refrigerati in partenza ed in arrivo nel porto di Golfo Aranci, nei ristoranti e nelle pescherie locali.
I militari della Capitaneria di Porto di La Maddalena ha elevato dodici verbali amministrativi per sanzioni pari a circa 25mila euro, ha sequestrato 82chilogrammi di prodotto ittico pericolo per il consumatore e ventisette esemplari di “lithophaga lithopaga” (detto “dattero di mare”), specie soggetta a particolare tutela. Durante l’attività di controllo in mare, sono stati sequestrati 1500metri di rete da posta ed un palangaro sprovvisti di strumenti di segnalazione e marcatura costituenti pericolo per la navigazione. Invece, il personale della Capitaneria di Porto Torres ha focalizzato l’attività alla verifica della corretta etichettatura del prodotto ittico, circostanza che permette al consumatore di conoscere il percorso del pesce dal peschereccio fino alla vendita nei grandi centri commerciali, ed ha elevato due verbali amministrativi per un ammontare di circa 3mila euro. L’operazione, nell’arco dei tre giorni, ha visto impegnati più di ottanta militari.
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