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Olbia 24notiziealgheroOpinioniAmbientePorto Conte, piccolo grande comune
Tonina Desogos 10 dicembre 2014
L'opinione di Tonina Desogos
Porto Conte, piccolo grande comune


Abbiamo esposto i problemi che attanagliano da troppi anni il nostro territorio e che lo hanno portato all'attuale situazione di degrado. Problemi spesso facilmente risolvibili da un piccolo Comune che può concentrarsi sulle poche ma importanti criticità. Dalla disgregazione sociale dovuta all'emergenza abitativa al conseguente invecchiamento della popolazione e la morte dei servizi. L'assenza di politiche che favoriscano l'insediamento di nuovi nuclei famigliari in borgata. La necessità di insediare nuovi giovani, nuove aziende agricole per far riprendere il ciclo generazionale. Il coinvolgimento della popolazione nella pianificazione urbanistica. L'assenza di una pianificazione a medio/lungo termine del territorio.

Il Parco di Porto Conte percepito dai residenti come un corpo estraneo anche per l'assenza, all'interno dell'ente, di rappresentanti delle borgate più prossime. Il fatto che Porto Conte contribuisca in modo determinante all'immagine turistica di Alghero, attraverso le grotte di Nettuno, le spiagge e molto altro ma che, i benefici da questo contributo, finiscano tutti a Alghero, senza che una percentuale delle entrate sia utilizzata per la valorizzazione delle zone che hanno prodotto gli introiti. La rete di telefonia mobile non funzionale alle esigenze: i cellulari non ricevono o ricevono male il segnale. Questo porta a gravi rischi per la salute. Da qui la necessità di aggiornare al più presto il piano delle antenne alla situazione attuale. La lontananza degli uffici comunali. I problemi di sicurezza dei sistemi delle condotte idriche, che sono realizzate in Eternit e sono un colabrodo. I problemi di sicurezza stradale: manutenzione assente, incroci a raso non segnalati, bui, pericolosissime zone di attraversamento di fauna selvatica.

La riorganizzazione dei trasporti, con la necessità di un potenziamento delle corse nel periodo estivo e non solo, per facilitare i turisti che arrivano senza un mezzo proprio e non vogliono noleggiare un'auto. I problemi di sicurezza dei canali del Consorzio di Bonifica. L'assenza di politiche di valorizzazione dei prodotti locali sul mercato interno. L'assenza di politiche di valorizzazione del patrimonio edilizio dismesso. L'assenza di politiche per l'aggregazione giovanile. Questo e molto altro. Non ultima la necessità di trovare soluzioni di sistema e non "una tantum" per far contenta la popolazione solo in questo periodo di forte malcontento.

*per il Comitato di Rinascita della Bonifica
Commenti
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado



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