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A.B. 7 febbraio 2015
Monti: accusato di aver ferito il nipote, si costituisce
In seguito alla notifica del provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica di Tempio Pausania, Natalino Isoni si è costituito, accompagnato dal suo legale


MONTI – Si è costituito sabato, accompagnato dall'avvocato Giampaolo Murrighile, il 42enne di Monti Natalino Isoni, su cui pendeva un “provvedimento di fermo di indiziato di delitto" emesso dalla Procura di Tempio Pausania e notificato venerdì dagli uomini della Stazione Carabinieri di Monti.

Stando alla ricostruzione delle forze dell'ordine, il 2 febbraio 2014, Isoni avrebbe colpito con una coltellata al volto il 24enne nipote Fabio Francioni, causandogli gravi lesioni, che solo grazie alla prontezza della vittima non hanno avuto più gravi conseguenze, essendo la stessa riuscita ad evitare altri fendenti diretti al volto ed al torace. L’intera vicenda ha avuto origine in un bar, quando i due sono stati raggiunti dalla compagna di Isoni, che lo ha invitato a rientrare a casa. Questo fatto ha scatenato l’ira dell'uomo, che avrebbe colpito la donna con calci e pugni. Una volta rientrato nella sua abitazione, Isoni avrebbe continuato nel suo atteggiamento violento nei confronti della compagna e Francioni, arrivato nell’abitazione per placare la furia dello zio, avrebbe subito la violenta reazione dell’uomo, che si sarebbe scagliato contro di lui con un coltello colpendolo in prossimità dell’occhio sinistro.

Natalino Isoni, ricercato dopo i fatti, si era reso subito irreperibile, provocando l’emissione del provvedimento da parte del pubblico ministero Atzori, vista la gravità dei reati in esame e del potenziale pericolo di reiterazione degli stessi. L'uomo, per respingere le accuse e spiegare la propria versione dei fatti, si è consegnato ieri negli uffici della Procura di Tempio Pausania, da dove i Carabinieri lo hanno accompagnato nel carcere di Nuchis.
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Oltre 35.000 piante messe a dimora e 13.000 in fase di essicazione, il tutto per un peso complessivo di circa 3 tonnellate e mezza. Sostanza che se immessa sul mercato illegale dello spaccio al dettaglio avrebbe potuto fruttare circa 31 milioni di euro



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