Di fronte ad un centro storico in degrado e alla chiusura di molte attività commerciali in crisi, i consiglieri comunali di Olbia, Pizzadili, Cassitta e Fancello, per risolvere il problema, hanno chiesto al sindaco Giovannelli di trasferire l’Università dall’aeroporto al centro città
OLBIA – Il Consiglio Comunale di Olbia ha dato mandato al sindaco Giovanni Giovannelli per avviare tutte le azioni istituzionali, tecniche e di organizzazione per trasferire, a partire dall'inizio del prossimo anno accademico, il Corso di Laurea in Economia e Management del Turismo dalla attuale sede dell'aeroporto al centro storico di Olbia. Il progetto rientra in un ottica di riqualificazione del cuore della città che, nonostante le opere di urbanizzazione precedentemente realizzate (nuova rete idrica, nuove pavimentazione in molte vie, nuovi impianti di illuminazione) non ha portato all’auspicato ripopolamento, rimanendo in balia «di un preoccupante degrado delle opere pubbliche e degli immobili dei privati».
Molte attività commerciali, ricettive e ricreative del centro sono state infatti chiuse ed altre si trovano in uno stato di profonda crisi, così che l’amministrazione comunale ha pensato di ravvivare la zona trasferendo l’Università che in tutta Italia ha sempre contribuito a far rivivere gli spazi urbani che le ospitano. In questo modo oltretutto il Comune di Olbia eviterebbe di spendere ingenti somme per l’affitto dei locali Geasar in aeroporto quale sede della Università, trasferendo quest’ultima in locali comunali immediatamente utilizzabili, sia per la sede amministrativa che per le aule e i docenti, come il Museo Archeologico o l’ex Albergo Italia (oggi Olbia Expò).
«Il patrimonio edilizio presente nelle aree centrali della città – hanno infatti dichiarato i consiglieri richiedenti Tonino Pizzadili, Stefano Fancello e Giovanni Cassitta - potrebbe soddisfare tutte le esigenze dell'università olbiese. Inoltre le risorse finanziarie a carico del comune, utilizzate per mantenere la sede dell'Università in una zona extraurbana, non certo utile alla rinascita del nostro centro storico, potrebbero essere utilizzate in area urbana con tutti i benefici economici e sociali che ne deriverebbero. A ciò si aggiungerebbe il vantaggio che in tutte le città ove sono presenti corsi universitari, non solo in Italia, sono garantiti vantaggi economici e culturali a favore della comunità ospitante».
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