Il calcio come promozione di intercultura e di lotta contro ogni forma di razzismo, attraverso il racconto nei licei italiani di storie di uomini legati a questo sport che hanno vissuto esperienze di discriminazione o di integrazione.
CAGLIARI - Il calcio come promozione di intercultura e di lotta contro ogni forma di razzismo, attraverso il racconto nei licei italiani di storie di uomini legati a questo sport che hanno vissuto esperienze di discriminazione o di integrazione. A quasi un anno esatto dalla partenza ufficiale di
Calciastorie a Bologna, nel liceo San Vincenzo De' Paoli (era il 24 aprile del 2014), il progetto di Lega Serie A e Unione Italiana Sport Per tutti (Uisp) che vede coinvolte 15 città italiane, è sbarcato anche a Cagliari, nel liceo classico Giovanni Maria Dettori.
Oggi, alla presenza di una cinquantina di ragazzi dell''istituto cagliaritano, Pietro Casu, coordinatore locale del progetto, ha fatto da moderatore all'iniziativa che ha visto gli interventi fra gli altri di David Suazo, ex giocatore del Cagliari e attuale tecnico dei Giovanissimi rossoblu e di Matteo Marani, direttore del Guerin Sportivo e protagonista di questo percorso che ha ormai compiuto un anno, con la presentazione del suo libro "Dallo Scudetto ad Auschwitz", sulla storia dell''allenatore ungherese di origini ebraiche Árpad Weisz morto nel campo di sterminio in Polonia.
«Siamo qui non solo per parlare ma per farvi ''lavorare''- spiega ai ragazzi Roberto Stecca dell''ufficio marketing della lega serie A- ci aspettiamo quindi che anche voi tiriate fuori delle storie come quella di Matteo Marani e ci auguriamo che possiate raccontarle in giro per l''Italia con la stessa passione». Per Suazo «ora che sto allenando i ragazzini di 14 anni, a volte la cosa più dura è sentire certe frasi dei genitori di questi ragazzi, frasi che con il contesto calcistico non c''entrano proprio niente. È assurdo che ancora oggi assistiamo a episodi di razzismo, per questo è importantissima questa iniziativa nei licei, perchè è da questa età che si impara ad avere rispetto per tutti gli avversari, a prescindere dal colore della loro pelle».
Concetto ribadito anche da Salvatore Farina, presidente Uisp Sardegna: «I genitori della mia generazione sono spesso esasperati quando si parla di calcio, per ciò è compito di voi ragazzi per una volta fare da educatori e far arrivare il messaggio alle persone più grandi. In questo liceo tra l''altro ha studiato Gramsci che ha scritto ''Odio gli indifferenti'", credo che questo messaggio debba essere per voi fondamentale».
Nella foto il Liceo Dettori
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