Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i tre pakistani arrestati a Olbia venerdì scorso nel blitz antiterrorismo della Polizia contro una cellula affiliata ad Al Qaida
OLBIA - Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i tre pakistani arrestati a Olbia venerdì scorso nel blitz antiterrorismo della Polizia contro una cellula affiliata ad Al Qaida [
LEGGI]. Sultan Wali Khan, 39 anni, considerato il capo spirituale dei connazionali residenti nella città gallurese, Imitias Khan, di 40, e Sidique Muhamad, di 37, non hanno dunque parlato davanti al Gip del tribunale di Cagliari Emengarda Ferrarese, al Pm della Dda del capoluogo sardo che coordina le indagini, Danilo Tronci, e al dirigente della Digos di Sassari Mario Carta.
Il difensore Luca Tamponi ha sollevato una serie di questioni procedurali contestando la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei suoi assistiti e l'inapplicabilità delle esigenze cautelari in carceri perchè i reati, sostiene il legale, sono avvenuti molti anni prima degli arresti. L'accusa, invece, ha fatto leva proprio sui gravi indizi, ma anche sul rischio di fuga, di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato per chiedere la permanenza in carcere dei tre.
Il Gip si pronuncerà nei prossimi giorni. A Imitiaz Khan e Sultan Wali Kahn viene contestata la strage al mercato di Peshawar in Pakistan che causò la morte di oltre 100 persone, a Sidique Muhamad il concorso in associazione a delinquere finalizzata alla raccolta di fondi fra le varie comunità islamiche del nord Sardegna per finanziare i terroristi in Pakistan.
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