È l´impegno rinnovato oggi dal dimissionario presidente dell´Anas, Pietro Ciucci, in occasione del sopralluogo al cantiere del lotto zero, nel territorio di Ploaghe
OLBIA - Entro la fine del 2015 o al massimo all'inizio del 2016 apriremo al traffico i primi 30 chilometri della statale 597 che collega Sassari e Olbia. È l'impegno rinnovato oggi dal dimissionario presidente dell'Anas, Pietro Ciucci (
nella foto), in occasione del sopralluogo al cantiere del lotto zero, nel territorio di Ploaghe. Da lì è iniziata l'ultima visita di Ciucci in Sardegna per verificare lo stato dell'arte di diversi cantieri aperti da Anas nell'isola. «Nel corso della visita – ha dichiarato il Presidente Ciucci – ho verificato il sostanziale rispetto del crono-programma per la realizzazione dell’opera, salvo un leggero ritardo nell'avvio di alcuni cantieri, per l'acquisizione di pareri di enti terzi. Sono già stati consegnati 8 dei 10 lotti previsti. I rimanenti due lotti saranno consegnati nei prossimi mesi, non appena sarà completato l'iter delle autorizzazioni».
Il nuovo collegamento tra Sassari e Olbia, che si sviluppa per complessivi 80 km circa, è un adeguamento a 4 corsie della rete esistente costituita dalle strade statali 199 e 597. Questo itinerario, una volta ultimato, rappresenterà la principale arteria di collegamento est-ovest del nord della Sardegna. L`opera è stata complessivamente finanziata per 930 milioni con più delibere Cipe.
Una volta conclusa, la nuova tratta permetterà una notevole riduzione dei tempi di percorrenza dell’itinerario Sassari-Olbia, con l’aumento del limite di velocità fino a 110km/h; un incremento della capacità potenziale della rete fino a 23.000 veicoli al giorno; una maggiore sicurezza per l’utenza stradale grazie al miglioramento delle intersezioni stradali. «Tra la fine dell’anno e l’inizio del 2016 – ha concluso Ciucci – è prevista l’ultimazione di cinque lotti (0, 1, 7, 8 e 9), per un totale di 31 km, a dimostrazione dell’impegno che l’Anas ha messo in campo per un’opera fortemente attesa dalla popolazione locale anche per le positive ricadute sul tessuto economico e produttivo dell’Isola».
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