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Antonio Sini 30 settembre 2003
Supervitalizio e giusto indennizzo, revocata la richiesta dei 14 consiglieri
Per il momento la delibera è stata revocata, sotto la spinta dell’indignazione popolare e le prese di distanza degli stessi consiglieri regionali


Onorevoli consiglieri regionali invalidi, scoppia uno scandalo dai contorni grotteschi! In periodo di crisi a tutti i livelli, che colpisce famiglie con mariti che perdono il posto di lavoro, da Porto Torres a Porto Vesme, dai minatori del Sulcis Iglesiente che si chiudono in galleria per protesta, dal flagello della Blue Tongue che colpisce la pastorizia, da migliaia di giovani e non, che aspettavano da questa Amministrazione Regionale “fatti concreti” in materia di occupazione, attesa vana, rimbalza agli onori della cronaca che alcuni consiglieri regionali stavano per assaltare il “forziere” regionale per aver pensioni di Invalidità milionarie. I giornalisti, (sempre loro, ficcanaso che mettono alla berlina onorevoli degni del più grande rispetto), hanno chiesto la “documentazione riguardante la concessione di vitalizi ed equi indennizzi per invalidità a favore di consiglieri regionali”, ma il tutto è stato negato poiché tutto posto sotto segreto per dirla come il documento che ha divulgato l’ufficio di Presidenza” gli atti debbano considerarsi riservati, quindi non divulgabili, in considerazione della loro natura di estrema rilevanza per la sfera personale dei soggetti interessati. Certamente si sostiene, ma la visione non riguardava le certificazioni medico-specialistiche dei soggetti interessati, ma la visione dell’atto deliberativo, il cosiddetto regolamento che disciplina la materia. Insomma un gran pasticciaccio che ha fatto storcere la bocca a molti consiglieri regionali, che appresa la notizia hanno preso le distanze da un documento che offendeva il pudore oltre ogni comprensibile limite. Pressioni, prese di posizione hanno indotto la presidenza del Consiglio a diramare una specifica, da essa estrapoliamo: “ La pensione privilegiata e l’equo indennizzo per invalidità contratta per causa di servizio sono degli istituti normativi e previdenziali applicati in tutta la pubblica amministrazione, a favore di coloro che esercitino una pubblica funzione “. Qui francamente non comprendiamo se chi le leggi deve farle talvolta faccia finta di non recepire lo spirito delle leggi vigenti in materia: ma un consigliere regionale è da considerarsi un dipendente pubblico? Non crediamo, non fosse altro per esempio per le retribuzioni stratosferiche che essi prendono! L’indennità mensile di ogni consigliere è di quasi 17 milioni di vecchie lire, hanno una doppia mensilità a Marzo e a Settembre , che li porta quasi a pareggiare lo stipendio con deputati e Senatori della Repubblica. Se si viene eletti una volta si prende una pensione sempre rivalutata di 6 milioni di vecchie lire, che arrivano a 10 o 12 milioni se si è rieletti due o tre volte. Altro che dipendenti pubblici !!!!!
Sulla graticola non c’era solo il Presidente del consiglio, La domanda per il supervitalizio e il giusto indennizzo per invalidità riguarda ben 14 consiglieri regionali. Non ci sono colori che tengano, ce ne sono di quasi tutti i partiti, da Alleanza nazionale a Rifondazione comunista. Per tre consiglieri Regionali c’era stato già il via libera. E si tratta di tre grossi personaggi: il presidente del Consiglio Efisio Serrenti, il presidente della Regione Italo Masala e Gian Mario Selis (Margherita). Tutti gli altri sono in lista, qualcuno ha fatto domanda. Per il momento la delibera è stata prima sospesa, oggi apprendiamo che è stata revocata .
E i sardi guardano sbigottiti a tutta la storia, incapaci di rivoltarsi, impotenti davanti a tanta prepotenza e arroganza paventata dai nostri rappresentanti, eletti dal popolo, non assunti dalla pubblica Amministrazione dopo concorso o pubblica selezione.
Ma apprendere che la delibera è stata revocata dall’ufficio di presidenza, non ci fa che piacere, in nome di quel pudore che forse questa volta aveva varcato ogni limite.
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