Il Maristella ed il suo allenatore raggiungono al salvezza all’ultima giornata. Un successo per una squadra a cui in tanti davano l’etichetta (a due giornate dalla fine) di già retrocessa
ALGHERO - Il Maristella ed il suo allenatore Angelo Bardini raggiungono al salvezza all’ultima giornata. Un successo per una squadra a cui in tanti davano l’etichetta (a due giornate dalla fine) di già retrocessa.
Mister siete riusciti in un vero miracolo-salvezza?
«La felicità tocca il cielo con un dito. Io ci ho creduto dall’inizio alla fine, anche se il cammino sembrava duro e arduo, ma non ci ha buttato giù nessuno e siamo rimasti uniti sino alla fine, centrando un obbiettivo a cui, a due giornate dalla fine (con cinque punti di ritardo), nessuno, ma proprio nessuno credeva. Il calcio è fatto anche di questo. Soffrire e sperare sempre con umiltà e chi ci credeva morti e rideva, forse dovrà aspettare ancora un altro anno, visto il non accorporamento delle categorie per la prossima stagione».
Cosa vi e mancato per fare un campionato più tranquillo?
«Siamo partiti in ritardo, come squadra e come preparazione, per alcuni mesi abbiamo perso alcuni giocatori importanti. per infortuni (il capitano Gianmario Piras) e alcuni sono arrivati nel mercato di dicembre (Alessio Becca e Massimo Marti) e marzo, a fine chiusura liste (Antonio Catogno), a cui bisognava ridare preparazione e inserirli nel gruppo e in questa categoria quando non paghi nessuno ci saranno sempre delle difficoltà».
Se non ricordo male, questa annata era una scommessa per te.
«Avevo deciso di vincere un'altra scommessa con il neo presidente Berto Salvagno, dopo aver perso diversi giocatori della stagione precedente, sapevo che non sarebbe stato facile ricostruire un gruppo nuovo e amalgamarne i vecchi, ma ero consapevole che la base rimasta era buona e da li bisognava ripartire».
Chi ti ha impressionato del tuo gruppo?
«Il gruppo! Abbiamo giocatori diversi tra loro, ma con grandi potenzialità per la loro età, come Becca, Idili, Bartoli, Catogno, Pavan, Fall, Piu, Melone, e abbiamo giocatori maturi ed esperti che sanno guidare il gruppo come Di Marco, Marti, Fresi, Melone, Pistuddi, Milia, Camerada e soprattutto Gianmario Piras Gianmario e poi mettiamo la ciliegina sulla torta, che è stato Cristian Cecconello, capace di fare ventisei gol (vicecapocannoniere del girone), ma i suoi gol sono il frutto di un gruppo e una squadra intera».
Ora si guarda alla prossima stagione. Quale sarà il tuo futuro?
«Oggi (il campionato è finito domenica 31 maggio) mi godo questa salvezza, che nelle ultime stagioni è stata la più bella, come vincere il campionato di Terza Categoria del 2010! Con me stesso ho vinto un'altra scommessa a cui nessuno dava un euro a me e a questo gruppo. Proprio nessuno ci credeva. Ora, il futuro non lo conosco, ma se rimango qua e se vorrà il presidente Berto Salvagno, mi vorrei o mi piacerebbe tenere questo gruppo e aggiungerne dei nuovi per provare a fare qualcosa di diverso».
Guardiamo al calcio algherese in genere. Cosa pensi delle voci che paventano una fusione tra Alghero e Fertilia?
«Io dico che ognuno dovrebbe tenersi la sua storia, il suo glorioso nome e continuare ad andare per la sua strada, programmando, costruendo il futuro su basi di giovani locali, allenatori giovani, e rimettendo su un buon settore giovanile come serbatoio della prima squadra».
Nella foto: l'allenatore Angelo Bardini
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