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S.A. 11 giugno 2015
Protesta: sciopero scrutini all'Ipsar di Alghero
Uno sciopero degli scrutini è la nuova forma di protesta annunciata dai docenti dell´Istituto Ipsar di Alghero contro la riforma della scuola del Governo Renzi


ALGHERO - Uno sciopero degli scrutini è la nuova forma di protesta annunciata dai docenti dell'Istituto Ipsar di Alghero contro la riforma della scuola del Governo Renzi. Di seguito la lettera integrale approvata nei giorni scorsi da un'assemblea degli insegnanti:

Cari genitori,
voi ci conoscete e conoscete il nostro lavoro; siete i primi testimoni dei progressi e della crescita culturale dei vostri figli. Voi siete in grado di dire a tutti, anche al ministro dell’istruzione e anche al presidente del Consiglio dei ministri, che noi ci siamo sempre, che con noi potete parlare dei problemi dei vostri figli e siete in grado di testimoniare quali siano la passione, la dedizione, l’impegno e la pazienza che la stragrande maggioranza di noi impiega nel suo lavoro.
Perché il lavoro degli insegnanti è prima di tutto una missione: noi abbiamo la consapevolezza forte dell’importanza fondamentale della formazioni dei vostri figli, che voi ci affidate con la certezza che noi faremo di tutto per assicurare loro istruzione, formazione, crescita umana e culturale. Oggi, dopo un ventennio di tagli indiscriminati alla scuola pubblica, dopo quasi dieci anni di umiliazioni patite a causa di governi che si rifiutano di rinnovare il contratto di lavoro del personale della scuola, dopo anni di promesse mai mantenute e di riforme inutili e dannose, ci troviamo costretti ad utilizzare l’unica arma che la nostra categoria ha a disposizione: lo sciopero degli scrutini. È dagli anni Ottanta che la nostra categoria non utilizzava questa forma di lotta: ma la situazione ci costringe oggi a farlo. Lo facciamo con dispiacere, ma questo governo non ci ha lasciato altra scelta. Un governo che non ascolta, un governo prepotente che decide contro la scuola, contro chi all’interno della scuola ci lavora e, soprattutto, contro gli studenti, contro i vostri figli, contro di voi. Questo governo pensa, sbagliando tragicamente e agendo contro la Costituzione, che la scuola sia una specie di fabbrica e non un luogo nel quale si fa cultura, ricerca e formazione. Una delle cose più gravi contenute nel DDL 1934, che adesso è in discussione al Senato, è il potere attribuito ai presidi di scegliersi gli insegnanti. Si tratta di una mostruosità che viola la Costituzione (Art. 33: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”). Sarebbe, infatti, come se il Presidente del Tribunale potesse nominarsi i pubblici ministeri e i giudici o come se il primario d’ospedale potesse scegliersi i medici e gli infermieri. Nella pubblica amministrazione si accede per concorso ed in base a graduatorie provinciali. Questo disegno di legge, al contrario, vuole avviare una “privatizzazione della scuola pubblica” col rischio concreto di limitazione della libertà d’insegnamento e col rischio, ancora più grave, che si diffondano, anche all’interno della scuola pubblica che finora è stata risparmiata, il malaffare e la corruzione che prosperano in molta parte della pubblica amministrazione. Mentre, infatti, tutti noi assistiamo indignati alla raffica di arresti di politici, amministratori, funzionari e aziende che derubano le risorse pubbliche, il governo se la prende con gli insegnanti, proponendo leggi che hanno l’unico scopo di creare ulteriori difficoltà al funzionamento della scuola pubblica, penalizzando il personale e, soprattutto, gli studenti e le loro famiglie. Contro tutto questo noi ci stiamo battendo e continueremo a farlo: per noi, per la nostra dignità, per il rispetto della Costituzione. Ma anche per voi, cari genitori, e per i vostri figli. Abbiamo deciso, infatti, di procedere allo scrutinio di una classe quarta per non creare problemi ad un’alunna, capace e meritevole, anche se priva di mezzi, per consentirle, grazie ai suoi meriti, di sostenere con un anno di anticipo l’esame di Stato. L’informazione, sempre più a senso unico e purtroppo spesso asservita al governo, non racconta la verità, non vi dice le ragioni vere della nostra protesta. E, allora, lo facciamo noi. Abbiamo bisogno della vostra partecipazione, della vostra solidarietà, del vostro sostegno. Solo se saremo uniti saremo più forti e potremo impedire che un governo irresponsabile, arrogante e privo di cultura possa continuare a distruggere la scuola pubblica e arrestare lo sviluppo dell’Italia. E, soprattutto, possa riuscire a bloccare la crescita culturale e sociale dei vostri figli e di tutti noi
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