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A.B. 13 giugno 2015
Cagliari festeggia la sua squadra dei sogni
Una gran folla per celebrare i campioni d´Italia 1970. L´occasione era speciale: la cerimonia che ha intitolato due strade cittadine ad una squadra entrata nella leggenda del calcio italiano. Viale Campione d´Italia 1969-70 e Piazza Manlio Scopigno, proprio in prossimità dello stadio Amsicora, il teatro delle gesta dei rossoblu


CAGLIARI - C'erano i tifosi attempati che hanno avuto il privilegio di vedere dal vivo, seduti sugli spalti dell'Amsicora, i micidiali tiri di sinistro di Gigi Riva ed i voli d'angelo tra i pali di Ricky Albertosi; c'erano i loro figli, cui hanno tramandato le gesta degli eroi del 1970 ed i figli dei loro figli, una terza generazione di tifosi che si sono avvicinati timidamente per chiedere l'autografo e per fare una foto insieme a quei signori maturi che avevano visto soltanto in vecchie immagini in bianco e nero alla televisione. Una gran folla per celebrare i campioni d'Italia 1970. L'occasione era speciale: la cerimonia che ha intitolato due strade cittadine ad una squadra entrata nella leggenda del calcio italiano. "Viale Campione d'Italia 1969-70" e "Piazza Manlio Scopigno", proprio in prossimità dello stadio “Amsicora”, il teatro delle gesta dei rossoblu. Fuori dall'impianto, un pannello con i nomi dei protagonisti dell'impresa: Albertosi, Martiradonna, Zignoli, Cera, Niccolai, Tomasini, Domenghini, Nenè, Gori, Greatti, Riva, Reginato, Poli, Mancin, Brugnera, Nastasio. E poi ancora l'allenatore Manlio Scopigno, il vice Ugo Conti, i massaggiatori Duri e Viganò, il presidente Corrias, l'amministratore delegato Andrea Arrica, primo artefice della costruzione di quella grande squadra.

Alcuni di questi hanno messo radici in Sardegna alla fine della carriera: Gigi Riva, Ricciotti Greatti, Mario Brugnera. Beppe Tomasini, Adriano Reginato, Cesare Poli. Hanno tutti risposto presente. Sono arrivati per l'occasione anche Ricky Albertosi e Angelo Domenghini, oltre a Marcello Zignoli, il fratello dell'indimenticabile Giulio, giunto apposta da Verona, e la signora Gianna Martiradonna, vedova del grande Mario. Il Cagliari di oggi era rappresentato dal presidente Tommaso Giulini. Quando il sindaco Massimo Zedda ha concluso il suo discorso, si è levato un grande, spontaneo applauso. I giocatori hanno preso la parola. "Una bella iniziativa, arrivata al momento giusto - ha dichiarato Riva - Servirà a tener vivo il ricordo di quella vittoria per le nuove generazioni". "Sono tornato indietro di quasi cinquant'anni. Vedo tanti tifosi di tutte le età – sottolinea Albertosi - ti fa rendere conto ancora di più della portata di ciò che abbiamo fatto. E c'è anche un po' di nostalgia, nel rivedere uno stadio dove ho giocato per due anni e che mi ha dato tante soddisfazioni". "Adesso che è stata fatta la piazza, bisogna fare lo stadio – auspica Mario Brugnera - Speriamo che si possa realizzare presto e che il Cagliari possa vivere altre grandi soddisfazioni".

"Ogni volta che torno all'Amsicora – spiega Angelo Domenghini - provo un briciolo di malinconia. Fossimo rimasti in questo stadio avremmo vinto anche di più: conoscevamo ogni angolo del campo, io e Gigi avevamo dei movimenti sincronizzati alla perfezione. La cerimonia di oggi è un onore per noi: così anche i nostri nipoti sapranno cosa abbiamo fatto. Ed è piacevole rivedere i vecchi compagni, che sono soprattutto degli amici". "Siamo campioni per sempre. La nostra impresa – ha spiegato Ricciotti Greatti - resta nella storia e nel cuore di tutti i Sardi". "E' una grande gioia innanzitutto rivedere i vecchi amici – ha dichiarato Cesare Poli - che con te hanno condiviso tante gioie. Li vedo sempre in forma, anche se il tempo passa. Alcuni non hanno potuto partecipare, ma solo per motivi di salute. Fa piacere che venga ricordata a distanza di tempo una vittoria sportiva che ha significato tanto per la Sardegna. "Una splendida emozione – ha spiegato Adriano Reginato - per noi e per i nostri nipoti. Vedersi intitolare una strada non accade tutti i giorni: ancora più bello, quella dove abbiamo vinto lo scudetto". "I nostri sacrifici, le nostre lotte, hanno fatto felici e onorati tantissimi sardi: quando giocavamo in trasferta, al nord – ricorda Beppe Tomasini - venivano in 5mila a vederci. Dopo oggi, siamo sardi anche noi, sul serio, non solo acquisiti". Una volta conclusa la cerimonia, il gruppo si è spostato all'hotel "Regina Margherita", dove è stata allestita una Mostra celebrativa dello scudetto 1970, con tanti cimeli storici, tra cui maglie, foto e palloni dell'epoca. La Mostra sarà aperta al pubblico domani (domenica), dalle ore 9 alle 18. L'ingresso è gratuito, per un appuntamento da non perdere per tutti i tifosi rossoblù.

(Foto del Cagliari Calcio)
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