La Compagnia Analfabelfica domani e dopodomani porterà in scena la tragedia di Euripide sul palco del Forte della Maddalena
ALGHERO - Presso il forte della Maddalenetta, domani, mercoledì 30 e dopodomani, giovedì 31 agosto la compagnia teatrale Analfabelfica porterà in scena il dramma “Le Baccanti” di Euripide. I giovani attori, sotto la regia di Enrico Fauro, potranno finalmente realizzare il sogno comune di rappresentare un’opera tanto bella quanto complessa, quale è appunto la tragedia euripidea. Il dramma, come gli estimatori della cultura classica ben sanno, narra la vendetta che Dioniso perpetra ai danni di Tebe, città colpevole di non aver onorato debitamente il dio nato da Zeus e da Semele. E Penteo, in prima persona, pagherà lo scotto di disprezzare Dioniso e di non credere alle sue origini divine. Se Enrico Fauro, nelle vesti di regista e di attore-protagonista rappresenta l’anima dello spettacolo, Moreno Solinas, il Dioniso danzante, il coreografo della Compagnia, ha il merito di aver consentito alle parole di entrare in armonia con i corpi dei personaggi e di diventare strumenti vibranti al suono dalla musica, componente indispensabile per armonizzare il tutto. Il coro, poi, costituito da cinquanta Baccanti, fa da contrappeso alle aspettative che l’invasamento bacchico provoca. Sarebbe impensabile citare ad una ad uno tutti i giovani componenti il gruppo teatrale Analfabelfica ed enumerarne i meriti: basti dire che si tratta di ragazzi che credono fortemente nell’importanza del fare cultura e che sacrificano volentieri ore preziose del loro tempo: ore rubate allo studio o al sonno, come per quanti approfittano dei mesi estivi per lavorare e mettere da parte il denaro necessario per pagare le tasse universitarie; ore trascorse lontano dalle spiagge, a godere delle meraviglie che la stagione estiva regala; ore tuttavia spese per arricchirsi interiormente e per dimostrare che i giovani, a dispetto di quanto troppi luoghi comuni sostengono, hanno sete di conoscenza e voglia di dimostrare di amare un passato così remoto, come la civiltà greca, quanto un concerto rock. Ogni cosa a suo tempo: ora è tempo di andare in scena col teatro classico.
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