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A.B. 17 luglio 2015
Alluvione in Sardegna: pioggia di avvisi di garanzia nel Nuorese
46 gli avvisi di garanzia notificati dalla Procura di Nuoro, in relazione ai disastri registrati in Baronia ed in Bassa Gallura. Coinvolti politici e tecnici


NUORO – Sono 46, tra politici e tecnici (anche fuori dalla Sardegna), le persone che hanno ricevuto un avviso di garanzia emesso dalla Procura di Nuoro in relazione ai disastri registrati nel novembre 2013 in Baronia ed in Bassa Gallura a causa del ciclone Cleopatra. Si va dall'omicidio colposo alle lesioni personali colpose, dal crollo di costruzione al disastro colposo.

Tra le persone che hanno ricevuto l'avviso, anche l'ex presidente della Provincia di Nuoro Roberto Deriu (attuale consigliere regionale del Pd), gli due assessori provinciali Franco Corosu e Paolo Porcu, gli allora sindaci di Posada e Torpè Roberto Tola ed Antonella Dalu.
Carlo Masnata (direttore generale del Corpo Forestale della Sardegna all'epoca degli eventi), il direttore dipartimentale di Nuoro del Corpo Forestale Gavino Diana, la responsabile del settore antincendio e protezione civile del Corpo Forestale Anna Maria Pirisi e l'ex direttore generale dell'Ente Foreste Paolo Botti. Inoltre, indagati anche alcuni assessori comunali, dirigenti e tecnici provinciali, tecnici comunali, responsabili della Protezione Civile Provinciale, dirigenti e progettisti del Consorzio di Bonifica della Sardegna centrale.

Alcuni tra gli indagati sono gli stessi già chiamati a rispondere per il crollo del ponte di Oloè (sempre nel Nuorese), che provoco la morte dell'agente di Polizia Luca Tanzi. L'indagine della Procura di Nuoro (come rivelato dall'agenzia di stampa “Ansa”) si è sviluppata su tre direttrici: la prima è quella che riguarda i progettisti delle strutture e che ha portato gli inquirenti ad individuare i responsabili di condotte omissive, imperizia, violazioni di norme; la seconda direttrice riguarda i lavori di manutenzione, interventi gestionali e le nuove progettazioni relativamente alla diga Maccheronis e agli argini del rio Posada; la terza direttrice invece cerca di chiarire se la protezione Civile ha svolto il proprio compito preventivo e se ci sono state responsabilità rispetto al malfunzionamento del sistema di allarmi.
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