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Olbia 24notiziesassariSportCalcioDirty Soccer: Torres nel tritacarne. «Serve supporto delle Istituzioni»
A.B. 9 settembre 2015
Dirty Soccer: Torres nel tritacarne
«Serve supporto delle Istituzioni»
Sentenza pesantissima, retrocessione in serie D, giocatori liberi di andarsene e nessun rinvio delle gare. “Che altro?”, chiedono i vertici sassaresi


SASSARI - Per chi ha potuto seguire le vicende legate al processo “Dirty soccer” ormai è chiaro quanto la sentenza che ha condannato la Torres sia ingiusta. Una retrocessione per illecito sportivo (dunque per aver alterato il risultato di una gara) decisa sulla base di deduzioni e non di indagini o prove, che non ha altro fondamento giuridico, se non andando a colpire i protagonisti in campo quel giorno di Pisa–Torres, cioè dei ragazzini di sedici e diciassette anni a cui sarebbe stato chiesto (ma non è stato spiegato da chi) di compiere un gesto ignobile. La società rossoblu è ancora in attesa di capire le motivazioni della sentenza, quindi, di conseguenza, non c'è ancora la possibilità di accedere al terzo grado di giudizio (Collegio Garanzia dello Sport del Coni). «A ciò – dichiara il sodalizio sassarese - si aggiungono i problemi derivanti da un “accanimento” burocratico-amministrativo che questa società, finita in un tritacarne che non conosce sosta, non merita, come non lo meritano i suoi tifosi».

Prima di tutto, la Figc (compiendo un errore gravissimo, secondo i rossoblu) ha svincolato d'ufficio i giocatori della Torres. L'articolo117 comma5 del Noif dispone: «La risoluzione del contratto con un calciatore professionista consegue di diritto alla retrocessione della società dal campionato Lega Pro a quello della Nazionale Dilettanti, ma non determina la decadenza del tesseramento, che prosegue per la stessa società con l'assunzione della qualifica di “non professionista”. Il calciatore già tesserato come “professionista” e quello già tesserato come “giovane di serie”, al quale sia stato offerto dalla società il primo contratto, possono tuttavia tesserarsi (stipulando apposito contratto) per altre società delle leghe professionistiche, nella stagione sportiva successiva a quella di retrocessione unicamente durante i periodi annualmente stabiliti per le cessioni di contratto». Ciò significa che i giocatori sarebbero, secondo normativa vigente, vincolati alla Torres. Invece (e di questo si è discusso negli uffici Lega Pro di Firenze dove la Torres ha discusso la situazione), avvade che al momento i giocatori non sono di fatto della Torres (in quanto ancora svincolati d'ufficio) ed allo stesso tempo non possono accasarsi altrove (in quanto vincolati come spiegato nel Noif). Da quello che si è potuto capire in maniera ufficiosa, la Lega Pro, per venire incontro ai giocatori e non alla società, avrebbe intenzione di aprire una finestra di mercato per dare la possibilità ai giocatori di accasarsi altrove. In questo caso la Torres potrebbe perdere il suo patrimonio sportivo, dovrebbe ricostruire la squadra in base alla disponibilità dei giocatori, si troverebbe nella situazione di ripartire da zero e tutto a campionati già iniziati.

Poi c'è un secondo problema. Infatti, nonostante il rinnovo della richiesta agli uffici della Lega Nazionale Dilettanti, ad oggi non è stato concesso il rinvio delle gare della Torres nel campionato di serie D (le tre successive a Torres- Olbia), con il pericolo concreto che i sassaresi debbano scendere in campo senza che si sia dato seguito al terzo grado di giudizio (a cui ha diritto), senza aver alcuna certezza sullo stato dei giocatori e su quella che sarà la squadra che, eventualmente, dovrà disputare la serie D. Ad esplicita richiesta: «Con quale squadra dovremmo scendere in campo?», la risposta ricevuta dai rossoblu è stata: «Avete una squadra Berretti, giocate con quella».
In più. la società «è pienamente convinta di aver subito un torto che non ha precedenti, di essere stata vittima di una condanna esemplare tutt'altro che supportata da elementi certi è su questa convinzione che ha basato una battaglia di giustizia che ad oggi continua a combattere in perfetta solitudine. La solidarietà, dimostrata con le manifestazioni di piazza, non basta più, serve un supporto concreto delle Istituzioni locali e regionali affinchè quello che sta accadendo non ricada unicamente sulle spalle di questa Società. Nelle prossime ore comunicheremo le eventuali decisioni (da parte degli organismi competenti) su molti punti indispensabili per garantire la gestione corretta, presente e futura della Torres», concludono i vertici rossoblu.
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