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A.B.
12 settembre 2015
Serie D: Infantino-Torres, è polemica
L´ex attaccante rossoblu, lamenta di non poter giocare con la Carrarese (società con la quale ha firmato un contratto dopo lo svincolo deciso dalla Figc), mentre la Torres chiede che la punta rispetti il tesseramento rossoblu

SASSARI – Non c'è pace in questi giorni per la Torres, tra i problemi disciplinari legati alla squadra maschile e la non iscrizione al campionato di serie A della femminile. Ora, c'è anche una polemica che monta dopo una dichiarazione rilasciata al sito “Tuttolegapro.com” da Saverio Infantino. L'ex attaccante rossoblu, lamenta di non poter giocare con la Carrarese (società con la quale ha firmato un contratto dopo lo svincolo deciso dalla Figc), mentre la Torres chiede che la punta rispetti il tesseramento rossoblu.
«Dopo aver verificato con gli uffici della Lega Pro e visto con i miei occhi che nei terminali della Figc risultavo svincolato, passati due giorni mi giunge comunicazione dal segretario della Carrarese che il mio tesseramento era stato sospeso non essendo stato concesso il visto d'esecutività. Di fatto non ho potuto disputare la prima giornata di campionato pur risultando svincolato nei terminali della Federazione Italiana Giuoco Calcio; ho atteso invano che mi venisse concesso il visto di esecutività ma giovedì 10 settembre, come per magia, nei terminali della Figc il mio status viene modificato e risulto essere vincolato con lo status di professionista alle dipendenze di una società dilettantistica la Torres; è inconcepibile. Interpellata la Figc risponde che si è verificato un problema nei terminali e che per avere il visto di esecutività, con una deroga da parte degli organi preposti, c'era bisogno dell'accettazione della Torres al trasferimento. La mia nuova società, la Carrarese, ha provato in qualche modo a risolvere la situazione con la Torres che ha avanzato le seguenti pretese: che io rinunciassi agli stipendi maturati nel mese di luglio e agosto 2015, e che la Carrarese Calcio trasferisse due giocatori alla Torres per la stagione sportiva 2015-2016. Mi sembra di sognare, mi viene negato il mio diritto al lavoro per la sola “colpa” di essere stato un calciatore tesserato per una squadra retrocessa per illecito sportivo che per giunta si permette di chiedere e pretendere il tutto in danno dell'esercizio del mio diritto al lavoro. Mi ritrovo senza stipendi dal 30 giugno 2015 (la Torres non mi ha pagato luglio e agosto) e vincolato ad un tesseramento fuori luogo e fuori legge. Mi rivolgerò a tutti gli organi di giustizia competenti, sportivi e ordinari, per far luce su questa incresciosa vicenda e per tutelare la mia persona la mia famiglia e il mio diritto al lavoro valutando con attenzione anche tutti i danni subiti a causa di questa spiacevole situazione».
Pronta la piccata risposta della Torres. «In merito alle dichiarazioni rilasciate dal tesserato della Torres Saveriano Infantino apparse oggi sulla testata on-line Tuttolegapro.com, la società ricorda che il giocatore, con un contratto biennale con la Torres, non si è presentato al ritiro rossoblu svoltosi dal 3 al 18 agosto, quando la società era ancora regolarmente iscritta al campionato di Lega Pro, inviando certificazione medica irregolare attestante la sua inabilità. Risolta la problematica degli svincoli avvenuti indebitamente, ampiamente documentata e per la quale è stata necessaria una presa di posizione della società per vedere riconosciuti i propri diritti, la società ha potuto richiamare a Sassari tutti i suoi tesserati, compreso Infantino. Al contrario di quanto accaduto per i suoi compagni, che hanno rispettato la normativa vigente con grande professionalità, il giocatore non solo ha firmato per un’altra società, ma non si è mai nemmeno presentato a Sassari, nonostante fosse a tutti gli effetti un tesserato della Torres. Forse mal consigliato da chi pensava di poter trarre vantaggio dalla situazione, ai danni della Torres, il giocatore non ha mostrato alcun rispetto nei confronti di questa società, che non gli ha mai impedito di prendere parte agli allenamenti, essendo suo indiscutibile diritto oltre che dovere. La società non ha pagato le mensilità di luglio e agosto al giocatore, perché la normativa prevede di poter pagare tali scadenze entro il 16 ottobre e si sta verificando se il giocatore le abbia maturate, vista l’assenza in gran parte ingiustificata».
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