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S.A. 17 settembre 2015
Comune di Oristano resta con Abbanoa, bocciato odg
Lo ha deciso il Consiglio comunale bocciando con 14 voti a 11 l´ordine del giorno della minoranza che prevedeva la rescissione del contratto con il gestore unico del servizio idrico


ORISTANO - Il servizio idrico del Comune di Oristano resta nelle mani di Abbanoa. Lo ha deciso il Consiglio comunale bocciando con 14 voti a 11 l'ordine del giorno della minoranza che prevedeva la rescissione del contratto con il gestore unico del servizio idrico. Presentando l'ordine del giorno, il capogruppo di Idee Rinnovabili Ledda aveva sostenuto che la rescissione del contratto per inadempienza era fattibile, ma secondo il sindaco Tendas l'uscita comporterebbe un contenzioso lungo e difficile.

«Abbiamo le prove che uscire da Abbanoa sia decisamente semplice - ha detto Salvatore Ledda (Idee rinnovabili) illustrando l’ordine del giorno presentato anche dai consiglieri Puddu, Nurra, Uras, Pisanu, Falconi, Sanna, Lutzu, Solinas, Massenti e Marco Piras -. La proposizione dell’azione di risoluzione per inadempimento contrattuale e risarcimento del danno è possibile». Ledda ha spiegato le modalità per procedere alla rescissione del contratto e ha manifestato la necessità di fare ulteriori approfondimenti sui costi da sostenere nel caso di una gestione diretta: «A prescindere da ciò che deciderà il Consiglio comunale il comitato spontaneo proseguirà l’azione contro Abbanoa».

«Dobbiamo uscire da Abbanoa – ha aggiunto Mauro Solinas (Fortza Paris) -. Il sindaco deve mettersi a capo di una forza che aiuti anche gli altri Comuni a fare altrettanto». Per Andrea Lutzu (PDL) «Oristano potrebbe essere il primo Comune a prendere un’iniziativa di questo tipo, se lo facesse altri Comuni ci potrebbero venire appresso».
Favorevole all’uscita anche Mariangela Massenti (indipendente) che ha presieduto la Commissione speciale che nei mesi scorsi ha studiato la fattibilità della rescissione del contratto. Massimiliano Sanna (API-FLI) ha evidenziato i tanti problemi «che ci hanno spinto a chiedere che si riportasse a livello comunale la gestione di un servizio che oggi reputiamo assolutamente inefficiente».

Giuseppe Lai (Noior), annunciando il voto contrario, ha sottolineato l’importanza di lavorare per l’autorità d’ambito «perché è lì che principalmente vengono fuori i problemi». Sulla stessa linea Stefano Mureddu (Insieme) che ha espresso perplessità sulla capacità del Comune di gestire direttamente il servizio. «Non esistono gli elementi per valutare se uscire da Abbanoa sia una cosa intelligente e a favore dei cittadini di Oristano» ha aggiunto Giuseppe Obinu (PD). Per Daniela Nurra (Idee rinnovabili) per una gestione corretta è necessario che il Comune ne riassuma il controllo.

«L’uscita è possibile, lo dicono le carte, ed è auspicabile anche per dare un segnale politico importante» ha detto Marco Piras (Per Oristano).
Per Giuseppe Puddu (UDC) «tutti gli atti a disposizione della commissione confermano che l’uscita da Abbanoa sia possibile, non c’è niente che lo possa mettere in discussione». «L’unica scelta politica coraggiosa è il voto contrario all’ordine del giorno - ha replicato Giampaolo Lilliu -. Quello che va fatto è che le dei cittadini istanze vengano portate alla luce e risolte definitivamente, in modo chiaro e preciso». «Abbanoa è un carrozzone politico, una vergogna per la Regione Sardegna» ha tuonato Giuliano Uras (Udc).

«I sacrosanti diritti dei cittadini si difendono attraverso un servizio idrico integrato di qualità, rimanendo dentro Abbanoa, che non vuol dire che Abbanoa sta facendo benissimo, e costringendo la società a migliorare i servizi – ha detto il Sindaco Guido Tendas chiudendo il dibattito -. Abbanoa si sta comportando la maggior parte delle volte male, qualche volta bene, ma molte cose stanno cambiando e stanno cambiando in meglio». «Uscire da Abbanoa comporterebbe un pericoloso contenzioso – ha concluso Tendas -. Meglio agire attraverso l’EGAS, l’ente di gestione che sostituirà l’Autorità d’ambito, per migliorare il servizio a beneficio del comune e dei cittadini».
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