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Enrico Muttoni 17 settembre 2015
L'opinione di Enrico Muttoni
Sul depuratore ancora amenità


L'ultimo guaio, in ordine di tempo, del sistema depurativo dei reflui ad Alghero, é un'ulteriore dimostrazione che non tutti i mali vengono per nuocere. Perché ha rivelato che, in città, esiste ancora qualcuno convinto della validità delle scelte compiute nella realizzazione degli impianti. Sono rimasto infatti estasiato nel constatare con quale virginale candore il Wwf, per bocca del suo portavoce locale, abbia rimarcato la necessitá di un raddoppio della conduttura dei liquami tra la cittá e la zona di San Marco.

Ho troppa stima del Wwf, organizzazione a livello globale, per pensare che davvero possa mai aver dato la sua approvazione ad un'installazione demenziale che, di eccezionale, ha soltanto una cosa: il costo. L'esternazione del suddetto portavoce va quindi rubricata sotto la voce: amenitá estemporanee. Amenitá, certo. Ma anche la prova che siamo ben lontani dall'intravedere una soluzione rapida, positiva e duratura del guaio in cui siamo finiti. C'è, ancora, chi vuole che gli algheresi spendano cifre consistenti per pompare liquami a distanza, per trattarli ed utilizzarli nelle loro (e non solo loro) campagne per un'irrigazione perenne della quale non esiste necessità. Ai 18milioni spesi sinora, ne andrebbero, secondo costoro, aggiunti altri, per perpetuare una catena di guai e disastri fin troppo prevedibili, senza il pericolo di essere considerati dei menagramo.

Resta la disperante considerazione che, se quei 18milioni fossero stati giocati al lotto, qualcosa sarebbe tornato indietro, e Alghero avrebbe un depuratore funzionante. Certo non perfetto, ma funzionante. Purtroppo, i comitati, le conferenze di servizio, e le varie commissioni nascondono al loro interno portatori di pensiero ai quali della collettività poco o punto importa; e che tuttora agisce unicamente per ottenere finanziamenti, da veicolare verso l'ignoto.
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