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M.C. 22 gennaio 2014 video
Settanta lavoratori chiedono stipendi regolari| Video
Protesta dei lavoratori dell´Istituto Opera Gesù Nazareno che chiedono continuità e il pagamento degli stipendi in maniera regolare


SASSARI - Continuità e stipendi regolari: sono le richieste dei settanta lavoratori dell'Istituto Opera Gesù Nazareno che questa mattina hanno manifestato nei pressi della sede della struttura. «Sono tre anni che andiamo avanti con gli stipendi a singhiozzo e vantiamo anche arretrati contrattuali che stiamo ancora aspettando» spiega Paolo Ruiu, rappresentante aziendale della Cisl Funzione pubblica. «Inoltre c'è poca informazione da parte dell'amministrazione: solo stamattina abbiamo saputo che nel pomeriggio ci sarebbe stata un incontro tra la dirigenza della Asl e il direttore dell'istituto. Se ce lo avessere comunicato prima probabilmente non avremmo fatto questa manifestazione. Chiediamo regolarità e di poter essere sereni. Facciamo un lavoro delicato ed è necessario che da parte nostra ci sia la massima tranquillità».

Nel corso del sit in una rappresentanza dei dipendenti ha sottolineato le difficoltà dovute ai ritardi nei pagamenti degli stipendi: «Molti di noi vengono dal territorio provinciale e stare anche un mese senza stipendio significa andare incontro a molti problemi». Presenti al sit in anche il segretario generale della Funzione pubblica della Cgil, Pierpaolo Spanedda, Antonio Monni della Cisl e Dario Cuccuru della Uil che hanno messo in evidenza anche il problema degli arretrati contrattuali ancora non pervenuti e su cui i sindacati chiedono risposte immediate.

«È vero che la situazione va avanti a singhiozzo» spiega il direttore generale del'Istituto, Michele Marras. «Mentre la quota sanitaria viene corrisposta più o meno regolarmente dalle aziende sanitarie, per la quota sociale, che dovrebbe essere a carico dei comuni o degli utenti stessi se hanno la disponibilità economica, esistono ancora problemi di erogazione delle somme. La quota sociale che rappresenta il 50 per cento del fatturato, e che a volte viene recepita dopo diversi mesi, è rimasta incerta a causa dell'incertezza dell'ente erogatore. Questo perché i comuni non sono stati messi nelle condizioni di accertare il reddito delle persone inserite nelle strutture e non sono stati dotati dei fondi da parte dell'assessorato regionale.

La causa va attribuita alla Regione che non ha messo a punto il sistema che deriva da una legge nazionale. A fronte di questa situazione è evidente come sia impossibile per la direzione dell'istituto poter garantire una dignitosa assitenza ai quasi cento ospiti del centro e poter onorare tempestivamente gli stipendi dei lavoratori, dei fornitori e dello Stato per il pagamento degli oneri fiscali e sociali mensil».

«Stando alle recenti delibere regionali - si legge nel comunicato inviato nei giorni scorsi da Marras - l'incertezza su chi sarà deputato al pagamento della quota sociale dovrebbe essere risolta nel corso del 2014, e quindi saranno come da normativa nazionale gli utenti in compartecipazione con i comuni di residenza; rimane invece la preoccupazione sui tempi e modalità in cui i fondi regionali saranno trasferiti nelle casse dei comuni per gli adempimenti di competenza». Un nodo da sciogliere per evitare il persistere dei problemi che si riflettono sui dipendenti, amministrazione e pazienti. Questa sera l'incontro tra la direzione del centro e la direzione della Asl e la prossima settimana tra l'amministrazione e la direzione delle Politiche sociali dell'assessorato a Cagliari.
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