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Sergio Ortu
2 gennaio 2007
Il Cap d'Any non delude ma i commercianti fanno festa
L’opinione, festeggiamenti senza sfarzo, sobri e intelligenti.
Pochi gli esercizi aperti

ALGHERO - E’ vero che si è trattato di un cap d’Any più sobrio e comunque vincente, ma c’è da evidenziare un particolare che probabilmente ha invitato molti a riflettere: durante la notte dell’anno erano davvero pochi gli esercizi commerciali aperti. Si parla chiaramente di bar, paninoteche, pizzerie, locali notturni e d’intrattenimento e non certo negozi d’abbigliamento. Esercizi quindi che fanno parte di quel servizio dovuto all’utenza specialmente quella forestiera isolana che ha affollato come da tradizione la cittadina catalana. Ebbene si, nonostante fosse stata firmata apposita ordinanza sindacale per rendere possibile la chiusura prima dell’alba davvero pochi hanno deciso di lavorare la notte dell’anno. Probabilmente si pensava che il programma comunque azzeccato e intelligente, ma in tono minore avrebbe attirato poca gente sulla piazza e conseguentemente poca folla nei locali. O data la crisi sarebbero stati in pochi a usufruire di bar altri locali per la somministrazione di bevande e cibi. Certamente il volume di persone in piazza nella notte cap d’any 2007 non è stata nelle proporzioni degli anni precedenti, ma diverse migliaia di persone c’erano. E chi voleva brindare in qualche locale ha dovuto girare diverse vie del centro per trovarne qualcuno aperto. O addirittura ha dovuto rimediare facendosi offrire un bicchiere dal compagno di piazza che previdente si era portato la bottiglia da casa. «Davvero una bella nottata calda e piena di spettacoli non troppo ricchi di sfarzo, ma genuini e ricchi di spirito locale -commenta Gianluca di Pirri, uno dei tanti cagliaritani che ogni anno affollano Alghero- l’unica cosa che ha reso Alghero decisamente più sonnacchiosa sono stati i pochi locali disponibili per bere qualcosa durante la notte. Peccato perché il resto è stato tutto molto bello». Di diverso avviso Laura di Villagrande: «Alghero ha sempre il suo fascino -ha evidenziato- l’aria che si respira davanti al mare e tra le vie del piccolo centro a capodanno è sempre affascinante, anche se quest’anno il tutto è stato più sobrio. Secondo me è stato meglio così. Ogni tanto bisogna staccare per non riproporre sempre lo stesso palinsesto». D’accordo anche Emanuele algherese doc che ha plaudito al cap d’Any nostrano: «Per me è stato un successo non da poco che ha fatto più turismo che non il capodanno di Smaila e gli altri big nazionali degli anni passati. E per i turisti stranieri penso abbia avuto più effetto, ammirare e ascoltare gli artisti locali che hanno certamente rappresentato il valore culturale di Alghero. E poi c’è da dire che la città quest’anno è stata più vivibile senza il caos degli anni scorsi. Un cap d’Any dunque sobrio ma intelligente e azzeccato. Ci voleva».
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