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Antonio Sini
8 marzo 2007
Calcio, l’ Alghero e il sorriso perduto
Terza in classifica, è una posizione che sta stretta alla dirigenza che vuole rincorrere la vetta, dopo aver rinforzato la squadra. Una difesa arcigna e un attacco sterile

ALGHERO - L’Alghero ha ripreso la preparazione in vista del derby di Domenica a Villacidro. Due sedute d’allenamento, al mattino sotto la guida di La Mazza, la sera con Toma a rivedere tattica e tecnica. Facce lunghe, anche troppo, un gruppo depresso che mal digerisce i passi falsi di quest’ultimo periodo, culminati con la cacciata di Carmine Nunziata e l’arrivo di un nuovo allenatore (Toma), nonché di un Ds (Capuzzo) e un preparatore atletico (La Mazza). Sarà cambiata la direzione dell’orchestra ma l’Alghero non riesce a suonare a tono. A guardare i giocatori in faccia si vede lontano un miglio che non sorridono più. Schiacciati dalla pressione di una piazza che, entusiasta per l’arrivo di nuovi acquisti, sperava in un rilancio definitivo. L’Alghero calcio invece si trova oggi al terzo posto in classifica con otto punti di distanza dal Tempio capolista. Ma si può parlare di crisi? Certo che si può. Una crisi di continuità nei risultati, che ora, quando mancano alla fine della stagione dieci gare, fa storcere la bocca ai dirigenti che nell’Alghero hanno creduto, rinforzandola e investendo ingenti risorse economiche, rincorrendo un obiettivo: la C2. L’arrivo di Budelli, Falco e Zitolo non ha cambiato la stagione dell’Alghero. Nel girone di ritorno l’Alghero su sette partite giocate, ha portato in classifica la miseria di sette punti. Un cammino disarmante. Eppure i giocatori tecnicamente validi, di categoria, ci sono. Cos’è che non va? Difficile dirlo anche se si vede lontano un miglio che la truppa è stressata. Ieri pomeriggio nel campo di Santa Maria la Palma, invano abbiamo trovato uno disposto a parlare, a scambiare due chiacchiere sul momento no della squadra. Finito l’allenamento, ognuno prende la via di casa. Eppure parliamo della terza squadra in classifica, ma è una posizione che sta stretta alla dirigenza che voleva rincorrere la vetta. L’Alghero soffre il mal del gol. Segna con il contagocce. Sono 25 le reti realizzate dalla squadra, quasi una a partita. Mentre l’Uso Calcio che ci precede in classifica ne ha realizzato 42, e il Tempio capolista 40. Se il pacchetto difensivo è il migliore del campionato, con sole 15 reti incassate, l’attacco è nell’occhio del ciclone. Perché si segna poco proviamolo a spiegare. L’Alghero sin dall’inizio ha giocato con un tridente: Lamberti prima punta, Dossou e Martinez o Wekouri esterni. Modulo che fa soffrire gli esterni, troppo lontani da Lamberti costretto a magre figure, poiché incapace di duettare con i compagni di reparto troppo distanti. I reparti sono sembrati sempre troppo “bloccati”, quasi che la prima norma fosse non prenderle. Gli esterni difensivi mai hanno preso parte “attiva” alla fase offensiva, mentre è postulato del calcio che l’esterno basso è l’uomo capace di “bruciare” la fascia laterale di gioco e proporsi alla sorpresa e al cross. Insomma Matteo Tedde c’è mancato appena ingaggiato. Per tanto tempo si è scritto e anche i giocatori lo hanno ammesso, che il 4-3-3 faceva soffrire gli attaccanti. Si è insistito nel prediligere il modulo, per non piegarlo e adattarlo alla capacità tecnica dei singoli. Il giocattolo si è inceppato. La società ha pensato bene di portare ad Alghero una nuova punta da affiancare a quelle in organico, di ingaggiare un esterno basso fuori quota, e un centrocampista di valore. Ma l’Alghero al posto di volare, balbetta. Il male oscuro della squadra è nell’anomalia dello schieramento. E allora? Allora la “palla” passa al neo allenatore Toma, sperando che metta ordine a uno scacchiere disarticolato. Sperando, contemporaneamente, che l’incredibile corsa del Tempio si fermi, perché i gallursi corrono davvero: solo una partita persa sino ad oggi. Se si ferma il Tempio e l’Alghero si ritrova, il campionato prenderà un altro verso, altrimenti ci pare proprio che ci sia poco da fare, si dovrà provare ad andare in C2 passando per i play off.
Nella foto: Gorge Dossou in maglia giallo rossa fra due avversari domenica scorsa
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