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Monica Caggiari 10 giugno 2007
Il "Linguaggio" di Tito Stagno, ospite ad Alghero
«La più grande scoperta dell’uomo non è stata la luna ma il linguaggio»


ALGHERO - Immagini in bianco e nero, sbiadite dal tempo e segnate dai molti replay e poi poche parole: “Ha toccato!”. Un racconto ancora emozionante, quello fatto nella serata di ieri da Tito Stagno, ospite ancora una volta della città e in questa occasione della rassegna estiva, Festivalguer con la sua nuova sezione dedicata ai "Viaggi". Il giornalista, dopo aver presentato un documentario, che ricostruisce l’alba delle esplorazioni spaziali con filmati di repertorio di Rai e Nasa, ha voluto accompagnare la platea nel mondo della comunicazione. La sua esperienza è, infatti, confluita in una serie di corsi e lezioni di Comunicazione verbale, che Stagno tiene per l’Italia e nelle quali spiega, come nella serata di ieri che: «La più grande scoperta dell’uomo non è stata la luna ma il linguaggio». Di strada: ne è stata fatta, eppure le regole, secondo Stagno, per mantenere costante l’attenzione dell’interlocutore sono le stesse. Il veterano delle telecronache ha così spiegato la chiave della buona comunicazione. “Brevità, chiarezza e semplicità. Per chi fa il telecronista bisogna aggiungere l’obiettività.” E su quest’ultima si sofferma poi in particolar modo, per ribadire come con la tecnologia odierna e le nuove frontiere della televisione, con trasmissioni sempre più sofisticate, sia aumentata l’esigenza di aderenza tra le parole e immagini. Poi prosegue, con riflessioni sul futuro: “In un mondo reso più piccolo dallo svilippo delle comunicazioni satellitari ci sarà più concorrenza e la competitività porterà a premiare quelli davvero più bravi.” Stagno ci crede e tuttavia aggiunge: “Almeno così si spera!”. Seguono poi ancora racconti e aneddoti, veicolati anche dalle numerose domande da parte di una platea curiosa (molte le domande su nuove frontiere spaziali e su sviluppi dell’allunaggio) e molto coinvolta dallo stile di Stagno, intriso di ritmo e tono e fatto di poche e chiare parole. A conferma che il progresso tecnologico è d’aiuto, certo, ma solo a quei telecronisti che sono davvero bravi. E lui, dopo anni di infaticabile attività, conferma di esserlo ancora, oggi come allora, quando Eagle, il lem di Apollo 11 trepidante toccò il sabbioso suolo lunare. Un momento consacrato, per gli Italiani, dalla voce di Tito Stagno. Il prossimo appuntamento con i “I viaggi di Festivalguer” è per il 22 giugno con Egidio Trainito, con come argomento “Nei fondali e nelle coste della Sardegna”, nella Sala Convegni di San Francesco alle 19.
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